È passata la mezzanotte quando Massimo Ghini termina la sua esibizione al Teatro Comunale di Teramo nello spettacolo "Il vizietto".
Il folto pubblico tributa a lui e agli altri venti straordinari attori cinque minuti di applausi.
Alla fine, quando si attende che il sipario si chiuda definitivamente, Ghini si fa avanti e ringrazia i numerosissimi spettatori, ma non riesce a trattenere qualcosa che non gli va giù: "questo splendido pubblico, costituito per la gran parte di abbonati, non merita un teatro indegno come questo, con un palcoscenico corto e stretto che ha impedito di poter montare integralmente la scenografia".
Ribadisce il concetto, ripete che la discrasia fra il bellissimo pubblico teramano e la pessima struttura che accoglie la stagione teatrale è troppo marcata.
Gli spettatori esplodono in nuovi applausi di consenso.
Ghini in due minuti denuncia almeno gli ultimi trenta anni di politica teramana, decenni nei quali l'evoluzione dei cittadini non è riuscita a viaggiare di pari passo con la stasi di chi i cittadini li ha amministrati.
Una politica fatta di annunci e di scelte sbagliate, di interventi clientelari ed elettorali, ma mai di prospettive che anticipassero le tendenze e la crescita culturale della società.
Un "j'accuse" che mi ha intristito enormemente: Ghini mi è sembrato il pupazzo del ventriloquo Elso Simone Serpentini che pareva parlare attraverso di lui.
Mi chiedo: se un attore di fama internazionale come Ghini si permette di strigliare gli appassionati di teatro teramani, invitandoli a pretendere un teatro degno del cartellone che abbiamo, non sarebbe opportuno raccogliere l'invito prescindendo dalle logiche di schieramento politico?
E non sarebbe ora di gridare che è una enorme cazzata pretendere di portare il pubblico a teatro sotto al fiume, sul luogo dove insiste il vecchio stadio comunale?
Non è ora di tornare a ribadire, solo per fare un esempio, che il luogo ideale per far sorgere il nuovo teatro, in tal modo riqualificando una piazza del centro cittadino, sarebbe Piazza Verdi, dove già sorge il Liceo musicale e dove l'adiacente edificio del mercato coperto, come più volte sostenuto anche dal sindaco Brucchi, deve essere abbattuto?
Teatro e musica non starebbero divinamente insieme in quella Piazza?
Quanti altri decenni dovremo aspettare perchè il buon senso giunga al governo della città?
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