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Le Insegne Teramane

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Art.11 – Insegne e targhe “le insegne di negozi e altri locali aperti al pubblico, al piano terra degli edifici, dovranno essere contenute all’interno del vano o dello spazio destinato a vetrine e/o ingressi degli stessi. Tali insegne non potranno in alcun modo coprire gli elementi architettonici (stipiti, archi, ecc..) e dovranno, per quanto possibile, essere unificate, per forma e dimensioni, sui singoli fronti degli edifici. Le insegne di attività commerciali e/o artigianali dislocate a livelli diversi dal piano terra degli edifici potranno essere ubicate con scritte o simboli grafici sui vetri degli infissi ai livelli corrispondenti. Le targhe per gli uffici, studi professionali, attività commerciali o artigianali dislocati a livelli diversi dal piano terra degli edifici dovranno essere apposte su uno dei lati degli stipiti del vano accesso al piano terra e unificate per unità di intervento.”
Art.15 – Tende esterne prospicienti luoghi di pubblico transito. Tali elementi potranno essere installati solo su strade pedonali o se soggette a transito veicolare, solo se proiettanti su marciapiede. La minima altezza dal piano di calpestio stradale dovrà essere di m.2,30.
Le dimensioni ammesse per le targhe sono di cm 20x10. Per le richieste di autorizzazioni che interessano locali dislocati a livelli diversi dal piano terra, deve essere allegata copia del certificato catastale degli stessi per verificare la destinazione d’uso, come previsto dal Piano Particolareggiato del centro storico.
Art.31 Insegne ...........”E’ espressamente vietata l’installazione di insegne a bandiera”. Guardate la foto. Un meraviglioso portico di Teramo. La pavimentazione è da curare, ma lo scorcio sarebbe romantico senza quello sventolio statico e malmesso. Siamo di fronte al comune di Teramo. Tutto il resto è un regolamento. Disatteso ovunque in centro. Guardate la vostra città...

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Commenti

leggi, regolamenti.... per la casa delle libertà sono un optional da far valere solo quando sono in loro favore, altrimenti, ciccia!
Alcune cose sono inoppugnabili: 1 Le regole sono regole e, come tali, vanno rispettate e fatte rispettare ( ma è più semplice e redditizio farsi il solito giretto col blocchetto a caccia di multe per divieto di sosta 2 Un pòm tutti camminiamo come se vivessimo sospesi in un limbo e sembriamo ormai incapaci di cogliere il benchè minimo particolare; anzi spesso se notiamo qualcosa che non va al massimo èrevale l'istinto di farne VERNECCHIA DA BAR, e nessuno si da da fare per aiutare a far rispettare il pubblico decoro 3 La nostra città potrebbe essere molto bella se opportunamente si facesse manutenzione, se si rispettassero le regole se si pianificasse la valorizzazione del territorio ed il rispetto delle sue pecduliarità SOGNO?????????????????????
spinanelfianco............................battuta da bar. Ci sono gli uffici tecnici per i controlli che evidentemente non fanno.
Carissimi amici commentatori e caro Giancarlo, come vi sarà noto, il 10 aprile parte un progetto assai ambizioso e in fondo carino che vi farà vergognare per quello che avete scritto. Ha inizio infatti il...TUM! Non è un colpo di pistola ma l'acronimo di Teramo Urban Museum, progetto di street art, letteralmente arte urbana, ente proponente il comune, partners l'Università con la sua spin off CISREM srl azienda che ha per mission lo sviluppo di strategie culturali di eccellenza. Il progetto prevede l'intervento di graffitari di fama nazionale ed internazionale per realizzare sui muri delle strade principali della città opere che possano arricchire e valorizzare gli spazi urbani. Non verranno in città a rimuovere le insegne a bandiera né tanto meno a ripulire i muri della città delle tante deliranti scritte che la infestano. No, che diamine, sono artisti e anche bravi. Solo che la loro mission ( ormai il lemma me lo sono imparato ) sarà rovesciata: si invera infatti dove mai la street art si è espressa, nelle vie principali della città, e non nelle periferie urbane degradate, nelle stazioni dei convogli abbandonati. Lo so, questa fa parte del graffitismo storico e oggi l'empito rivoluzionario, marginalizzato e anonimo della cultura underground approda ai fasti della legittimazione dell'arte e del mercato. Trovando questo approdo finale del riconoscimento istituzionalizzato di progetti culturali ben strutturati e sostenuti. Resta da vedere cosa sarà mai possibile fare a Teramo e se dopo il Museo Virtuale e i siti archeologici abbandonati, assisteremo alla nascita di un museo all'aria aperta a stretto contatto con le scritte che nessuno cancella.