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La Nostra domanda a Gianni Chiodi

di Giancarlo Falconi
2 minuti

Un esperimento di vera democrazia.
Senza rete con la rete.
Chiodi incontra gli Abruzzesi su facebook.
Potevamo resistere alla tentazione?

Caro Presidente Chiodi, parliamo di poteri forti e di lobby.
Con una premessa…Lei si è dichiarato non Massone da sempre.
Caratteristica della Massoneria è ovviamente di negare la propria esistenza.
Il comune di Torino per esempio ha obbligato i Massoni nel Comune di fare coming out o dovranno pagare un'ammenda dai 500 euro ai diecimila euro.
Sarebbe una bella proposta in nome della trasparenza. 


Partiamo da una discussione nata su facebook tra persone intelligenti.
Lidia Bocci, Giustino Varrassi e Giuseppe De Dominicis.

Il Professore Varrassi, ex Manager dell’Asl di Teramo, da lei nominato,  asseriva “ 
Mi pare che la Dott. Bocci abbia toccato un punto chiave. I bilanci del gruppo Angelini erano di ben oltre € 100 milioni all'anno, per la precisione, nel 2007 furono di €128.704.067,00. All'epoca erano già in discesa verticale, tanto da causarne il fallimento. Non aver più avuto quegli esborsi da parte del Sistema Sanitario Regionale, negli anni successivi al fallimento, mi pare che non possa essere sottovalutato, nel parlare di risanamento dell'economia regionale. Forse il cittadino onesto dovrebbe chiedersi se il fallimento di quel gruppo che garantiva assistenza privata-convenzionata ha influito negativamente sulla qualità assistenziale regionale. A mio avviso no ma il fenomeno andrebbe studiato più attentamente. Se ci si limita a parlare di aspetti economici, la Dott. Bocci dice bene: il fallimento del Gruppo Angelini ha rappresentato un elemento cruciale per il risanamento dell'economia regionale.

In poche parole non aver dovuto sborsare oltre 100 milioni di euro all’anno ha garantito il risanamento sanitario, giusto?
Un risanamento sanitario basato solo sul “fallimento” di Angelini o anche su altri fattori?
Che significa avere avuto “non come amico” il gruppo Angelini?
Grazie.

La risposta del Governatore Chiodi.

"Non è cosi. per due ragioni principali. Villa Pini, nonostante il cambio di proprietà, è ancora oggi destinataria di un budget significativo. Secondo: se il gruppo Angelini è stato ricondotto al rispetto delle regole è dovuto proprio all'azione da noi intrapresa. In precedenza prosperava. Noi abbiamo preteso che fossero stabilite in Abruzzo delle regole, dei tetti di spesa e dei contratti e non abbiamo ceduto di un millimetro di fronte alle innumerevoli pressioni esercitate in mille modi, anche eclatanti
Giancarlo ricordi Viale Bovio bloccata dalle manifestazioni sindacali ? Ricordi i consigli regionali con 500 dipendenti usati come scudi umani ? Ricordi le attività disinformative di una televisione regionale che più che fare informazione cerca di usare il mezzo per condizionare le scelte politiche in materia sanitaria ? E tanto altro ancora".

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Commenti

Ma sulla massoneria non ha risposto. Dovrebbe cominciare a spiegare i suoi rapporti con Scognamiglio, con Verdini, con... alcuni suoi collaboratori in odore di massoneria, la sua nomina di Varrassi, altre sue nomine... Poi la stessa domanda andrebbe rivolta, ovviamente, a D'Alfonso, su alcuni suoi rapporti assai "fraterni"... Ognuno può giudicare la risposta, certo,... è stato bello per questo leggerla. Ma desideremmo sapere che cosa intende quando dice di aver dovuto sfidare poteri forti, se allude alla massoneria o no, insomma se la massoneria l'ha vista in faccia, almeno, ammesso che abbia ragione a dire, come ha detto spesso anche a me, di non farne parte. Se non si tratta di massoneria, di che si tratta? Quando parla di poteri forti contro cui dice di aver combattuto, intende alludere a qualche cosa di ancora più pericoloso? Camorra? Mafia? 'Ndrangheta? Però nel partito di cui ad un certo punto è entrato a far parte (costretto?) di politici legati con queste organizzazioni poco raccomandabili deve averne incontrati molti. Gianni come Alice nel paese delle meraviglie? Se ha combattuto i poteri forti, ha avvertito qualche Procura?
Signor Serpentini, Lei che conosce bene la massoneria sa che , ove eventualmente avesse avuto "rapporti massonici" non potrebbe farne cenno, in special modo se si trattasse di una "certa massoneria". La massoneria , quella occulta per intenderci, non è, a mio avviso, un "potere forte" è e rappresenta molto ma molto di più; basta ricordare le famose "P" ed i personaggi che ne facevano parte ( almeno quelli smascherati). Quando qualcuno osa parlare di queste cose rischia di essere preso per pazzo, ma....è sufficiente un po' di attenzione, guardarsi bene intorno, valutare alcune ascese fulminee ( in campo politico ed economico)per rendersi conto della nebbia invisibile che ci circonda.
Buona analisi Serpentini. Rispecchia anche il mio punto di vista. Chiodi ha ignorato la domanda sulla massoneria, ad ogni modo per me non è - e non è mai stato, sia chiaro - credibile. Saluti |m|
avevo destinato questo mio scritto per altri momenti ma vista la ghiotta occasione mi ci butto nella speranza che sarete benevoli. Lucianus de alfontio ” miles templaris, persus?” entius de ignatia narrat La cavalcata del miles templaris Lucianos de Alfontio inizia in quel di Lettomanoppello dopo una notte passata a meditare sulla sua disfatta che lo aveva visto soccombere per oscure vicende ancora poco ben definite. All’alba di quel freddo dicembre inizia la sua avventura con fermi propositi di conquistare il Principatur dell’Aprutium! Aveva ormai compreso che non era sufficiente essere un semplice novizio se voleva raggiungere gli scopi per cui si sentiva essere prescelto. diventare un templare esemplare impegnato tra fedelta’ e rinnovamento capace di riscattare anche la “ sventurata soppressione dell’ordine” che la chiesa attuò nel xiv secolo. Perciò ritenne che riferirsi alla fedeltà ed allo spirito delle origini, fosse la strada giusta unitamente all’aggiornamento esistenziale in forza delle attuali mutate condizioni. Per cui si propose solennemente di non cadere in errori che, già in passato, avevano allontanato dal potere in Aprutium, uomini ambiziosi e corrotti. Egli si ritrovava, per un gioco della sorte, nella condizione di riproporre, dopo vari tentativi sbagliati ed erranti, a motivo di uomini ambiziosi e corrotti nella fede cattolica, le sane radici cristiane dei veri templari! Pensò che per ritrovare le radici della istituzione templare necessitasse fondare lo spirito delle stesse su esperienze di vita cavalleresche medievali quali: 1° - cristianesimo integrale 2° - esperienza “bernardiniana” 3° - mistica dell’amore. Mentre proseguiva la cavalcata già pregustava, in cuor suo, un Aprutium rinnovato ad opera dei novelli Templari da lui guidati, in dure battaglie, alle conquiste di terre, unitamente alla conoscenza ed alla pratica fedele, particolarmente fortificati da un Cristianesimo Integralmente Vissuto. Infine giunge in quel di Pescolum Anselicum (Pescasseroli) e, con sua grande meraviglia, non trovò il gran drappello ma solo due miles ad attenderlo Rimurginò tra se e se, e rinviò il sogno della grande cavalleria dei templari capace di sottomettere l’Aprutium a partire dall’Aquila come un grifo che afferra l’agnello, o un leone in corsa con un uomo nudo tra le fauci o un novello Sansone che doma il leone o la Sfinge che trattiene con gli artigli un uomo, ad un successivo momento. Si guardò intorno e si fermò in quel di Sancta Maria Ad Pontes dei templari (Scurcula) e lì iniziò la sua riflessione penitente che avrebbe dovuto mondarlo dagli errori fin qui commessi e che gli avevano impedito di principiare con forza la bramata conquista dell’Aprutium. Riflesse su frate Cecco Nicolais Ragonis di Lanciano che costrinse a rivelare sotto tortura che un solo gran precettore governava la provincia di Pugliae et Aprutium: Pietro Peraverde Ultramontanus. Si ricordò di quando Filippo De Flandia, conte di chieti, gli chiese il perché di tanta clandestinità del movimento dei Templari. (continua,,,) Lucianus de alfontio ” miles templaris, persus?” entius de ignatia 2°narrat … e si disse che nella vita della Chiesa e nella riflessione cattolica, è necessario compiere un duplice sforzo: - sforzo di riscoperta delle fonti -e sforzo di rinnovamento creatore. A tale alto scopo, per sfuggire ad ogni istituzionalismo morto o semplicemente sclerotizzato, onde ritrovare una spiritualità più intensa al carisma e una triplice dimensione colettiva …dei tre aspetti comportamentali da percorrere: esistenziale, perché fondata sulla vita e l’opera di Cristo che si è incarnato per redimere tutto l’uomo; - spirituale, perché orientata decisamente sui valori e beni dello Spirito al di là dei beni temporanei della terra; - escatologica, perché proiettata al possesso dei beni eterni che garantiscano la fedeltà al carisma d’origine e il doveroso rinnovamento per non morire tra svuotate convinzioni e antiquate pratiche di vita e prassi sorpassate dalle esigenze attuali, ben diverse da quelle passate….. …Un cristianesimo “integrale”, ecco l’impegno fondamentale che si proponeva, simile a quello del monaco cistercense, che trae la sua spiritualità dal carisma. Qui “integrale” significa “puro”, quindi la pratica di un cristianesimo allo stato evangelicamente puro, che rompe tutti gli ostacoli con il mondo che gli impedirebbe di essere integrale ed integro. Per la sua radicalità, il templare, come il monaco cistercense, trova così il suo impegno - contro un cristianesimo “ad ore” - o contro un cristianesimo “per opportunismo”. Si disse che Il Templare deve essere sempre e totalmente autentico seguace di Cristo, su cui fonda la sua vita e la sua impresa. Le caratteristiche spirituali fondamentali non possono che essere quelle che, secondo la tradizione antica ed originale, danno maggiore sicurezza di autenticità: 1) il Templare di Cristo pone come fondamento della sua spiritualità l’essere costantemente in relazione con Dio in una esperienza personale, poiché è l’incontro della persona creata con la persona creatrice e perché impegna, per ciò stesso, lo spirito nella sua realtà totale ,una esperienza integrante ed integrale, perché tutti gli aspetti più importanti della persona vi si trovano assunti e gerarchicamente integrati: - l’intelletto, la volontà, l’affetto, l’azione e la comunità, che assumono così, nella relazione con Dio, l’unità e la trascendenza. Un calore soprannaturale invase il suo corpo e madido di sudore sotto la sua pesante armatura, si vide già proiettato in una furente cavalcata per sconfiggere il nemico. Si senti impegnato contro ogni tipo di schiavitù e di tirannia e, Ritenne che, fosse indispensabile, per un vero Templare come lui, che la libertà di spirito per compiere un itinerario che a partire dalle realtà umane naturali ( la carne, il corpo, i sensi ), coinvolgesse progressivamente, senza soluzione di continuità, tutto l’uomo ( la ragione, l’intelletto, la volontà, l’anima, lo spirito, l’affettività ) non alla ricerca di qualcosa, ma di Qualcuno , di Dio, in una comunione personale e totale con Dio, nella quale tutto l’uomo e tutto Dio sono reciprocamente e integralmente coinvolti. Gli tornarono alla mente quelle considerazioni di Guglielmo di Saint - Thierry contenute nell’Epistola ad fratres de monte Dei “...affinché il corpo, l’anima e lo spirito, ordinati secondo il modo loro proprio, collocati nei luoghi loro propri, valutati secondo i loro meriti, vengano pensati secondo le loro proprietà, affinché l’uomo cominci a conoscersi perfettamente e, proseguendo grazie alla conoscenza di sé, cominci ad ascendere alla conoscenza di Dio”.Poi, così sintetizza lo stesso itinerario di libertà interiore e fisica:“L’inizio del bene nella vita dell’uomo animale è la perfetta obbedienza; il progresso è sottomettere il proprio corpo e ridurlo in servitù; la perfezione è l’aver trasformato in piacere la consuetudine di fare il bene.L’inizio per l’uomo razionale, è comprendere ciò che gli viene presentato nella dottrina della fede; il progresso è ordinare le cose in base a come gli vengono presentate; la perfezione è quando il giudizio della ragione passa nell’interiorità amorosa dell’anima”. Con il suo bianco mantello che copriva la lucente armatura e con l’elmo dorato e con il suo grande spadone si senti essere la perfezione del servo di dio combattente per le sua gloria!.. Solo allora percepì la presenza del nemico! Il rivale era in attesa, immobile e mentre il sole si nascondeva dietro la sua figura, questa, man mano appariva ingrandirsi sempre di più. Il duello principiò con un fendete che plasmò, di piatto, le natiche del nostro Miles, il quale rispose con una imprecazione e, ripresosi più dallo stupore che dal dolore del colpo roteò lo spadone per cercare di proteggersi, alla cieca , da eventuali ed altri improvvisi colpi. Il suo roteare casuale gli consentì di pizzicare, al petto il rivale che emise uno strano grido che gli parve essere più un acuto soprano che un grido di dolore! Cerco di lenire il dolore proveniente dal suo basso schiena nel mentre l’avversario era impegnato a verificare la lacerazione sternale ricevuta. Memore degli insegnamenti ricevuti in fatto di duelli, applicò la regola che vuole nel “non dare nessuna tregua al nemico” e di conseguenza si lanciò, con tutto il suo corpo contro il rivale che indietreggiò fino all’orlo del precipizio e questi, solo con una abile e repentina schivata, riuscì ad evitare l’irruente assalto. Per interminabili minuti si cimentarono in numerosi e reciproci assalti senza che l’uno riuscisse a primeggiare sull’altro; ma come tutte le cose di questo mondo anche il duellare ha un principio ed una fine e quest’ultima si rivelò essere particolarmente originale! Infatti vuoi per l’abilità del nostro Miles o vuoi per il dispendio di forze impiegate dal rivale per fronteggiare i continui assalti, lo stesso stramazza al suolo a seguito di una improvvisa stoccata ricevuta sulla spalla. Il nostro, preso dall’impeto del duello, si gettò con tutto se stesso sul rivale per finirlo ma, vedendolo immobile e privo di sensi, da cavaliere quale si sentiva di essere, preferì liberarlo dall’elmo per consentirgli una migliore respirazione. Fu lì che con sua grande meraviglia si avvide che il rivale non era un uomo ma la perfezione trasformata nella medesima immagine di splendore in splendore, come avviene per opera dello spirito del Signore”. era una donna e più esattamente la sua dama, Fece fatica a riconoscerla sopratutto per via delle numerosi ecchimosi che le ricoprivano il volto,da sembrare più una vittima di pugni che di spada.. ( continua) Lucianus de alfontio ” miles templaris, persus?” entius de ignatia 3° narrat …Creatura che solo una forza soprannaturale poteva concepire! Si discusse, per molto tempo se, la somiglianza di quel volto si trattasse di una coincidenza, di un semplice caso o di una vera appartenenza a quello della sua diletta amata ? Si narrò per tanto tempo, su base oggettiva, che il sospetto non era solo un sospetto. Della cavalcata del miles templaris Lucianos de Alfontio, iniziata in quel di Lettomanoppello, non rimase che questa sua fine ingloriosa. Infatti, per molti anni, venne tramandata la grande avventura del mancato templare che iniziò nell’Aprutium citeriore, per finire, miseramente, in quel di Poggio Umbricchio, nell’Aprutium ulteriore, là dove ancora echeggiano racconti sullo strano ed inconsueto scontro tra: un aspirante Miles templaris, persus?: e l’insolito duello con l’ignota madama! Madame e messeri uomini e donne, gente d’Abruzzo, di qualunque età e condizione, avrete senza altro compreso la voluta pretestuosità della storia sin qui narrata tesa unicamente a chiarire la personalità di colui che vorrebbe conquistare il “santo Graal” cioè divenire il prossimo Governatore del nostro Aprutium! Ed è per meglio valutare le sorti che attenderebbero il nostro Abruzzo se finisse nelle mani di chi ha a mente più la soddisfazione delle proprie esigenze che le necessità della collettività, ( come nella nostra narrazione si paventa ), che sono qui a chiederVi, a nome del Bell’Abruzzo, di seguirmi nell’approfondimento, magari principiando dalle seguenti considerazioni: 1 . Può secondo Voi colui che ha mostrato vicinanza, solida amicizia e ricevuto denaro da chi lucrava, spietatamente e senza ritegno sulla nostra salute, essere capace di pensare al bene della collettività? Personalmente credo di no, perché difficilmente chi ha ricevuto sostegno economico per le campagne elettorali può dimenticare chi ed il motivo per cui è finanziato. Si potrebbe obbiettare che è nel diritto del candidato chiedere contributi: questo è vero! Ciò non è normale però, quando il sostenitore, è stato accusato di raggirare il sistema sanitario abruzzese con il metodo dei” ripetuti “ricoveri ( come si è venuto a sapere, da numerose testimonianze, che si era in uso fare in quel di Villa Pini ). Sembrerebbe che colà la prassi fosse quella di “chiudere” la cartella di ricovero di un assistito, per aprirne un’altra subito dopo, mutato così il regime del ricovero medesimo ( da acuto a riabilitativo e viceversa ), pur l’assistito in questione rimanesse nello stesso letto e continuasse ad essere curato dagli stessi medici. Un ricovero che poteva costare solo qualche migliaia di € alla collettività abruzzese vedeva così il suo costo moltiplicarsi per tutte le sue cartelle aperte. 2 . Stando così le cose, chiedo al Pd ed ai suoi responsabili il perchè non abbiano sospeso, dal suo ruolo di candidato alla Presidenza della Regione Abruzzo, il Luciano D’Alfonso? Forse tra le regole di questo partito non esisteva la possibilità di sostituirlo con un altro candidato spurio da queste ombre? Pensa questa sinistra che gli abruzzesi lascino nelle mani di un miles templari. “ sui generis “ il governo della regione ( che è l’unico Santo Graal che ambiscono ) nelle mani di chi è condannato ad errare per sempre nell’Aprutium per inseguire le fantasticherie di fine ’300? Noi, Gente d’Abruzzo, non ci facciamo prendere per il fondo schiena! Anzi a coloro che vorrebbero propinarci un governo inadeguato alle nostre bisogne, rispondiamo insieme che: “allo ciurlare et allo ingannare agi mesura et allo agire in malo modo astieniti se non ne sei degno” perché così perdurando provocherebbero ed assaggerebbero dalle Genti d’Abruzzo che sono da sempre Forti e Gentili, quell’Ira Funesta che li esula dall’essere considerati dei Semplici e dei Fessi! Bontà Vostra, Madame e Messeri d’Abruzzo per essere giunti, con codesto umile Vostro menestrello ( qual io sono ), alla fine di questa Storia che rimarrà per sempre, ad imperitura memoria, come la sconfitta del Miles Templari Lucianus de Alfontios, persus nell’Aprutium Ulterriorus! F I N E- Interamnia ( Aprutium Ulterriore ) A.D. MMXIV
Chiodi Vs D'Alfonso Chiodi un pessimo presidente come forse lo sarà D'Alfonso da Lunedì. Per quanto riguarda il Varrassi lasciamo perdere. Un giorno dovrà dare molte risposte a molte domande E che Dio abbia pietà di loro..... Amen