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Mettatcela na cì di vergògn...

di Anonimo
3 minuti

Prima di leggere questo articolo guardate questa foto. 
Guardatela attentamente.

Quello in primo piano sulla sinistra si chiama Jerry Brows, è il governatore dello stato con il PIL più alto al mondo.
Quello dietro si chiama si chiama Alex Padilla e fa il Senatore a Washington.
Il tipo sulla destra si chiama Sergey Brin.
Anni fa lui era un ricercatore universitario squattrinato, poi ha avuto una idea l'ha implementata e ha cambiato la storia dell'umanità diventando il diciottesimo uomo più ricco al mondo. I tre stanno andando a firmare in mondovisione un accordo che cambierà il mondo.
L'accordo legalizza e regolamenta i test delle auto che si guidano da sole sulle strade pubbliche in California. Questa tecnologia renderà presto cose come questa: www.youtube.com/watch quotidianità anche per noi.
Tutto vero, nel video al posto del guidatore c'è un cieco dalla nascita.

La cosa che mi ha colpito di questa foto è stata vedere che Brin ad un incontro del genere si sia presentato con una tuta e le scarpe del mercato, come a volersi far apprezzare per le sue idee e non per inutili formalismi di facciata. Lì Brin c'è andato con l'umiltà che solo I grandi sanno avere, con la consapevolezza di aver cambiato l'informatica, il modo di accedere alle informazioni, la cultura, insomma il mondo.
Dopo che avete visto il diciottesimo uomo più ricco del mondo accogliere il governatore dello stato più ricco del mondo per cambiare la storia coi vestiti del mercato e la barba incolta pensate a...

lu duttòr”, lu prufessòr”, “mia figlia fa il classico ed è la prima della classe”, “ngignì”, “assessò prego per lei c'è sempre posto”, “la nobile dinastia dei Tancredi”, “il compianto Onorevole che tanto ha fatto per la sua città”, ”una alleanza larga per il bene dell'Abruzzo”, “presidente nessuno ha mai fatto quello che ha fatto lei per l'Abruzzo”, “consigliere prego si accomodi le offro un caffè lei non deve mai pagare”, “una serata esclusiva al 64100”, “la collezione autunno-inverno di Madonna”, “questo è di Burberry”, “una serata esclusivissima in un locale esclusivissimo della costa con dj-set e nientepopodimeno che la cugina della fidanzata di quella che è uscita al primo turno del Grande Fratello a spingere il tasto play della console”, “dolcevita collo alto, lo stesso che indossa Costantino il tronista”, “i vostri patetici buffi per i macchinoni, che nin tenat mang li sold pe la benzin”, “Morris il calciatore, nostro orgoglio nel mondo”...

E mentre pensate a tutto ciò... sai che è!? Mettatcela na cì di vergògn...

Emanuel Mazzilli

Ps: Chi è Emanuel Mazzilli? www.iduepunti.it/lettera-aperta/25_settembre_2012/teramano-vince-un-concorso-internazionale-idee-teramo-fa-finta-di-n

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Commenti

concordo.
stupendo....davvero stupendo!
Queste cose non succedono solo in California,ma una cosa è certa in questo sputo di paese che si chiama italia questo non potrà mai accadere.
Vorrei dissentire, e' vero che in north america il formalismo non e' esasperato come il nostro ma il caso descritto e' leggermente anomalo per la California. Per il resto e' molto vero
L'episodio mi fa venire in mente la cazziata che ha preso Battiato dal Presidente della Regione Sicilia per non essersi presentato in giacca e cravatta... L'abito non fa il monaco!
Su due cose sono leggermente in disaccordo: la prima è che secondo me il problema non è tanto l'apparire in sé -in fondo ognuno fa come meglio crede, così come ognuno poi può regolarsi di conseguenza quando ha di fronte soggetti del genere-, quanto il fatto che l'apparenza sia una forte discriminante in situazioni come colloqui di lavoro, ambiente di lavoro etc; la seconda (rifacendomi all'articolo linkato in ps, che mi era sfuggito) è che per cambiare questa situazione -nonostante possa capire la frustrazione provata da Emanuel- non si debba andare via e basta, ma andare via, apprendere, tornare e seminare anche qui. Voglio essere ottimista e credere che sia la cosa più rivoluzionaria, nel lungo termine. Per il resto sante parole e complimenti ad Emanuel, un genio nel suo campo!
In Italia bisogna nascondere l'ignoranza dietro un bel vestito, una bella giacca firmata, etc. L'apparenza qui, è tutto. La sostanza non conta proprio nulla, a quanto pare.
Io invece non concordo affatto, cosa c'entra l'umiltà nell'andare a un incontro di lavoro in ciabatte? è una cafonata, inutile dire che il tizio è un genio con idee brillanti, le ciabatte restano ciabatte. brutte per giunta. il resto dell'articolo è contradittorio in quanto descrive personaggi e situazioni che poco hanno in comune, cercando di mettere in ridicolo gli ultimi formalismi rimasti (seppur grotteschi a volte, concordo, quando non sono supportati da una adeguata cultura) che perlomeno appagano il senso estetico, in questo mondo sempre piu trasandato.
Quanto é bello essere stimato insignificante per l'aspetto, e, darle di santa ragione
Vabbé, allora viva Calderoli o Bossi ai tempi d'oro!!
L'abbito nun fa er monico? Eh, se vede! Pròvete intanto una sorvorta sola de presentatte ar Papa in camiciola e poi sappime a dì come t'agnede. Senza er landàvo sai che te succede? Che si t'hanno da dì mezza parola, pare, per dio, che je s'intorzi in gola: e quanno parli tu, nun te se crede. Hai tempo, fijo caro, d'arà dritto e d'èsse galantomo immezzo ar core: tristo in ner monno chi se mostra guitto. Quà er merito se taja dar zartore. Quà la vertù in giacchetta è un gran dilitto. Una farda più o meno, ecco l'onore. Giuseppe Gioachino Belli (26 dicembre 1834)
E quindi?? che si vuole dimostrare?
L'abito non fa il monaco,però lo rappresenta....per tutto il resto sono in completo accordo

“lu duttòr”, lu prufessòr”, “mia figlia fa il classico ed è la prima della classe”, “ngignì”, “assessò prego per lei c'è sempre posto”, “la nobile dinastia dei Tancredi”, “il compianto Onorevole che tanto ha fatto per la sua città”, ”una alleanza larga per il bene dell'Abruzzo”, “presidente nessuno ha mai fatto quello che ha fatto lei per l'Abruzzo”, “consigliere prego si accomodi le offro un caffè lei non deve mai pagare”, PER ME SI CHIAMA Privilegio “una serata esclusiva al 64100”, “la collezione autunno-inverno di Madonna”, “questo è di Burberry”, “una serata esclusivissima in un locale esclusivissimo della costa con dj-set e nientepopodimeno che la cugina della fidanzata di quella che è uscita al primo turno del Grande Fratello a spingere il tasto play della console”, “dolcevita collo alto, lo stesso che indossa Costantino il tronista”, “i vostri patetici buffi per i macchinoni, che nin tenat mang li sold pe la benzin”, “Morris il calciatore, nostro orgoglio nel mondo”... NON SO DEFINIRLA...MA MI VERGOGNO DI ESSERE TERAMANO....

Non concordo. Brutta la ridicola e incravattata "classe dirigente" meridionale che si e' intruppata come i topi del famoso pifferaio dietro l'uomo che ha donato al mondo la parola "bunga-bunga" Ma brutta anche la mise di Segei Brin Bello google - anche se da ridimensionare, come Monti fece oltre 10 anni fa a Microsoft (le aziende di tecnologia tendono a diventare troppo potenti...) E bella la nostra (non piu' "nostra" ma di PPR) Brioni, scuola di stile e percors di vita, carriera e affermazione per migliaia di sartine e sartini che hanno spiegato al mondo cos'e' la classe e lo stile, che hanno creato lo sviluppo economico in un'area che e' riuscita ad uscire dal binomio agropastorale. E che ha vestito una delle icone dello stile globale, il simpatico e mirabolante James Bond (sciupafemmine pure lui, ma con una classe infinitamente superiroe a quella dell'Impomatato) Brutto quello che i roditori hanno fatto alla nostra economia e alle possibilita' di vita nel nostro paese assecondando la voglia di baciare mani di nobili (ehm) dinastie e bella la creativita' di migliaia di aziende che tuttora creano prodotti eleganti, 'stilosi' e ricercati. Insomma, non lasciamoci abbagliare dalle fantastiche invenzioni della west coast: proviamo a imitarle, restando noi stessi e quello per cui veniamo apprezzati nel mondo: un bel jeans Diesel, una camicia biamca di sartoria e magari un bel blazer avvitato (non chiedo la cravatta) avrebbero reso quella foto meno sciatta. In fondo, quello che Brin dice indossando capi raccatati sulle ceste iperscontate di walmart e' "io so' io, e voi non siete un c" - cioe' quello che i nostri incravattati criceti della regione dicono a noi mentre corrono dentro le loro dorate rotelline.
Buongiorno Teramo......Il mondo non finisce ad Alba Adriatica...... E' una cultura diversa che nei fatti si è dimostrata vincente. Li il classismo esiste come qui...però sicuramente si è meno formali e si bada al sodo....
Mah!!! Anche Marchionni veste Casual e poi disintegra la FIAT!!!
GRANDE!
Confermo! GRande!!
e se chiudessimo tutti i bar???? verra' mica anticipata la tanto temuta premonizione MaYa?? se robotizzassero le macchine,all'heaven ci andreste senza problemi!