Questa non vuole essere una storia di egoismo ma solo una storia di pura cruda realtà in quanto, una persona con disabilità che sa di aver diritto a un progetto con un budget pari a 16.000 euro tramite il fondo di Vita Indipendente L.R. 57/2012, relativo all’anno 2016/2017, non può usufruirne perché non ancora c’è la determina di liquidazione.
Da come la dottoressa Di Meco le preme ricordare “la graduatoria è stata a lungo bloccata a seguito di un ricorso al TAR da parte di un utente” il quale dopo l’azione di ricorso è stato inserito nella graduatoria 2016/2017 in quanto suo diritto legittimo. Per la dottoressa Di Meco questo è un motivo valido per ritardare l’attuazione del progetto VI. Ciò vuol dire che le persone con disabilità abruzzesi si possono riporre nel cassetto e tirarle fuori a iter concluso.
In questo momento, il sottoscritto Manolo Pelusi – presidente di Abilbyte Onlus, FADA Onlus e responsabile del Movimento Vita Indipendente Abruzzo. Dal momento in cui ha terminato il budget dell'anno precedente in data 11 maggio 2016 – a seguito della negligenza dell’UVM di Teramo- si trova senza assistente, condizionandolo dai giorni scorsi fino ad oggi. Allo stesso modo sta accadendo in altri casi di altre persone, di cui egli stesso è a conoscenza.
Manolo Pelusi, si precisa che già da qualche giorno inoltre, ha un familiare ricoverato d’urgenza, per tanto deve provvedere a tutto lui nonostante le gravi difficoltà motorie e comunicative che lo ostacolano.
Con quanto riportato è evidente che senza l’assistenza personale autogestita non può compiere azioni di prima necessità: espletare bisogni fisiologici, nutrirsi, pensare alla cura del proprio familiare e soprattutto comunicare con i medici, oltre che nella vita quotidiana. Il sottoscritto ha anche inviato un SMS dal telefonino alla dottoressa Di Meco spiegandole il problema, ma con gran stupore non ha ancora ricevuto nessuna risposta. Il sottoscritto inoltre, senza assistenza non potrà recarsi in data 13/06 alle ore 11:30 all’ospedale di Teramo per effettuare una visita endocrinologica. Come saprà benissimo l’assessore alla Sanità Silvio Paolucci, per prenotare tale visita occorrono mesi se non addirittura anni, come nel caso di Atri. Nelle visite precedenti, poiché è stata rilevata un alto grado di osteoporosi , non si può rimandare tale visita. Sono certo che la dottoressa Di Meco e l’assessore Sclocco comprenderanno tale disagio a tal punto da venire a prendermi e accompagnarmi alla visita. Il sottoscritto Manolo Pelusi a fronte di una mancata rapida soluzione di tale situazione si riserva la possibilità di agire a tutela della sua persona, sia verso l’UVM in questione che verso la Regione Abruzzo.
Manolo Pelusi
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