Biondani e Bagnoli, due giornalisti de L'Espresso, hanno curato un'interessante inchiesta sulle 65 fondazioni legate ai politici nazionali.
In realtà i numeri diventano impietosi in un mare di soldi.
Oltre 500 politici di respiro locale e nazionale, 554 docenti universitari, 170 tra imprenditori e manager, in una matassa complessa che tocca e sfiora l'Abruzzo con la fondazione Magna Carta.
L'unione della famiglia Tancredi e il senatore Gaetano Quagliarello, nasce anche dalla costituzione di Magna Carta nel 2004.
Scrive Giorgio Alessandri su Il Tempo.
Era il 2 Giugno del 2010.
" La sede abruzzese della fondazione sarà istituita all'Aquila, «perchè da qui bisogna iniziare a lavorare» ha sottolineato il Senatore Piccone «per cogliere in pieno le opportunità che una sciagura come quella del terremoto ha prospettato non solo per il capoluogo, ma per tutte le aree interne». «Vogliamo contribuire alla modernizzazione del paese» ha chiosato il presidente, on. Antonio Tancredi «attraverso lo sviluppo della ricerca e l'elaborazione di proposte di riforma».
Magna Carta.
Presidente Nazionale Gaetano Quagliarello, presidente regionale, il compianto onorevole Antonio Tancredi.
Chi c'era dietro questa operazione?
Oltre Quagliarello, ovviamente, compaiono i nomi di un banchiere di Arezzo, Giuseppe Morbidelli, ora alla Cassa di Risparmio di Firenze, Fausto Rapisarda in rappresentanbza di Jonella Ligresti, la Erg dei fratelli Garrone, la cooperativa Nuova Editoriale di Enrico Luca Biagiotti, legata a Denis Verdini.
La caratterisitca unica di questa fondazione-si chiedono Biondani e Bagnoli, è il fatto che la quota del capitale, 300 mila euro, non è stata versata da nessun politico, ma solo da alcune società in quote uguali, sotto la regia di Paolo Ligresti, Edoardo Garrone e Biagiotti.
La fondazione Magna Carta pubblica i bilanci ma non i finanziatori.
Un milione di fondi anonimi negli ultimi due anni.
Contratti per oltre centomila euro, per esempio, con enti pubblici, 274 mila euro da contributi su progetti, 575 mila euro da fondatori e aderenti, 154 mila euro da altre erogazione liberali.
L'ultimo verbale di Magna Carta, datato Giugno 2015, apre la porta a un altro petroliere consigliere, Gianmarco Moratti.
Stessa storia per IE Italiani Europei di Massimo D'Alema con ben quasi 2 milioni di euro di benefattori anonimi o fondazione open, riferita al Premier Renzi con quasi 1 milione di euro di donatori non rilevati per non scrivere delle associazioni non riconosciute.
Una terra di mezzo, quello della fondazioni, in mano ai controlli dei Prefetti.
Una carenza normativa che quasi nessun politico, nonostante diversi disegni di legge, ha deciso di portare in discussione e regolamentare.
Atti pubblici ma che si caratterizzano per l'assenza di trasparenza.
Solo l'inchiesta di una Procura potrebbe far sollevare il pentolone.
Come sempre in Italia, a giochi fatti.
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