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Appalti: Ripresa Nazionale. Abruzzo terza regione in Italia.

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Il Sole24 Ore e Cresme  riportano  un'analisi attenta sulla ripresa nazionale degli appalti pubblici.
Una spinta forte da parte di alcune aziende definite speciali e dalle ferrovie, un pò in freno l'Anas e alcune grandi opere.
I lavori pubblici ripartono proseguendo il boom del 2014 con un ottimo più 51% e fanno registare una comprensibile e lusinghiera tenuta nel 2015.
Il merito è delle stazioni appaltanti, Comuni, Province, Regioni, Aziende Speciali, la Sanità Pubblica, l'Edilizia Abitativa e tante altri, in particolare in alcune e definite zone dell'Italia.
Quali sono le regioni che hanno intenso una maggiore capacità di intercettare i fondi e le possibilità di appaltare lavori pubblici?
La regione che cresce maggiormente in proporzione, per merito del tunnel del Brennero, è il Friuli con un più 351%, a seguire l'Umbria con un positivo 196% e l'incredibile Abruzzo, che in contro tendenza fa registrare un più 56%.
Giorgio Santilli chiosa con la frenata degli enti Regione ( meno 89%) delle Università ( meno 20%) e della Sanità ( meno 27%) con la  crescita esponenziale della edilizia abitativa ( più 43%).

La crescita dell'Italia riparte dal Pubblico e questa è la solita, fortunata, vecchia storia.

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Invece di regalare miliardi a chi non ha bisogno, con la riduzione di tasse anche ai benestanti; oppure agli imprenditori per le stabilizzazioni farlocche dei posti di lavoro; oppure ai furbi con la tolleranza del governo verso l'evasione fiscale; oppure per le mance elettorali; lo Stato dovrebbe farsi imprenditore e investire per realizzare quello di cui necessita: cura del territorio, sanità, scuola, edilizia pubblica, ecc. Purtroppo la politica dominante è parte integrante di un sistema economico che in nome della libertà del massimo profitto egoistico impone la fame a popoli interi, e considera lo Stato solo un gendarme dei privati poteri. Meno bene funzionano i servizi pubblici, più affari e profitti realizza il privato. Si sente la mancanza di una politica non asservita al perverso sistema, in grado di subordinare gli interessi privati alle esigenze della collettività, come sancito dalla Costituzione.
solo l'aquila. per ol resto profondissimo rosso.
Che le autorevoli fonti citate sviluppino anche una ricerca statistica sulla QUALITA' del costruito: questo si che è un buon augurio. La quantità sempre più non dice poi molto, vedesi la difficoltà di "leggere" il Pil (nato su un'economia degli anni trenta del secolo scorso).