"Buonasera, signori".
Il maestro Morricone saluta in italiano, nella sua notte agli Oscar, di quell'atteso Oscar per aver composto ( la seconda statuetta dopo l'Oscar alla carriera) la colonna sonora del film di Quentin Tarantino, The Hateful Eight.
Ringrazia sua moglie Maria e ripercorre la sua lunga carriera toccando ogni parte del mondo.
Una volta c'era anche Teramo con il mitico maestro Bonolis e con una missiva del dott. Magliani.
Quando si legge una lettera con la carta ingiallita dagli occhi del tempo; quando si legge una lettera ingiallita dalle mani di passione; quando si legge una lettera ingiallita dal pane della conoscenza; quando si legge una lettera ingiallita da un ricordo di collezione; bisogna saper sfiorare quel colore, bisogna saper meritare quel senso tendente al pallido amplesso di una spada nella roccia.
Solo il dignitoso potrà assaporare il sapore sconosciuto, il resto annasperà nei luoghi comuni del palato.
La banalità.
Il tocco di un pianista, di un compositore, di un artista è simile a quello di un chirurgo.
Segna la vita.
Ennio Morricone, il Maestro, Vincenzo Magliani, il Chirurgo.
The Hateful Eight non è solo l'ultimo film di Quentin Tarantino o l'ennesimo Golden Globe del sinfonico Morricone o il secondo Oscar ma la sintesi di un modo e un moto di essere.
L'Oscar che dovrebbe giacere non su di una bobina ma su di una scala di note, bagnerà d'inchiostro e commozione l'arte di scrivere per quella musica che ha reso d'amore a tante persone.
Morricone racconta di essere convinto che dopo la sua morte si trasformerà in un suono e quel suono è lo stesso che gli ha salvato la vita dalla guerra e dalla fame.
Nella stessa intervista, descrisse il suono più intenso nella sua Voce del silenzio.
Si legge " Riccardo Muti ha eseguito a Chicago una musica che scrissi nel ricordo della tragedia delle Twin Towers e che ho chiamato, non a caso, Voci dal silenzio. C'è un istante, dopo un grave trauma, in cui tutto si ferma. Tutto tace. È in quel momento che il suono manifesta la sua forza".
Il silenzio è quella musica che " può essere interpretata in vario modo. Una composizione per una scena di guerra può essere intesa anche come brano che accompagna una danza frenetica".
Capita che Ennio Morricone da piccolo voleva fare il medico; Capita che un Neurochirurgo di Teramo, Vincenzo Magliani, riesca a trovare la sua concentrazione ascoltando molti dei 500 brani composti dal Maestro romano; Capita di silenzio in Neurochirurgia a Chieti, nel silenzio di un'anima composta da rigoroso camice di non ascoltare Mission, Nuovo Cinema Paradiso, La Leggenda del pianista sull'oceano, Gli Intoccabili, Giù la Testa, C'era una vola l'America, Malena; Capita perchè quella musica è dentro; Capita che il Chirurgo e il Maestro, abbiano qualcosa in comune.
La musica nel loro mestiere.
Il filo che porta ai sogni.
Capita di leggere una risposta di Ennio Morricone a Vincenzo Magliani.
Una lettera datata 1975.
" Cosa dire, caro signor Magliani, cosa rispondere alle sue gentile parole?
Forse che oggi sento sempre maggiore la responsabilità verso chi mi ascolta con tanta attenzione e affetto.
Forse che le sue parole mi ripagano dei tormentosi sacrifici che faccio per migliorarmi ed esprimermi sempre al meglio.
Posso dire che tenterò sperando di riuscire di migliorarmi ancora...
Forse...........
Ma forse non avrei dovuto risponderle che le sue belle e generose parole non sono così meritate come lei vede.
Grazie, comunque.
Ennio Morricone".
Dignità , modestia, nobiltà, futuro, arte, rispetto, educazione, fato.
Capita tra un romano e un teramano.
Poi venne il traforo, le tante operazioni, la neurochirurgia a Chieti, i Golden Globe, l'Oscar e il tocco a due mani.
La musica di ritorno si chiama amicizia.
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