Salta al contenuto principale

L'Oscar di Ennio Morricone e quel senso tutto teramano...

di Giancarlo Falconi
4 minuti

"Buonasera, signori".
Il maestro Morricone saluta in italiano, nella sua notte agli Oscar, di  quell'atteso Oscar per aver composto ( la seconda statuetta dopo l'Oscar alla carriera) la colonna sonora del film di Quentin Tarantino, The Hateful Eight.
Ringrazia sua moglie Maria e ripercorre la sua lunga carriera toccando ogni parte del mondo.
Una volta c'era anche Teramo con il mitico maestro Bonolis e con una missiva del dott. Magliani.
Quando si legge una lettera con la carta ingiallita dagli occhi del tempo; quando si legge una lettera ingiallita dalle mani di passione; quando si legge una lettera ingiallita dal pane della conoscenza; quando si legge una lettera ingiallita da un ricordo di collezione; bisogna saper sfiorare quel colore, bisogna saper meritare quel senso tendente al pallido amplesso di una spada nella roccia.

Solo il dignitoso potrà assaporare il sapore sconosciuto, il resto annasperà nei luoghi comuni del palato.
La banalità.
Il tocco di un pianista, di un compositore, di un artista è simile a quello di un chirurgo.
Segna la vita.
Ennio Morricone, il Maestro, Vincenzo Magliani, il Chirurgo.
The Hateful Eight non è solo l'ultimo film di Quentin Tarantino o l'ennesimo Golden Globe del sinfonico Morricone o il secondo Oscar ma la sintesi di un modo e un moto di essere.

L'Oscar che dovrebbe giacere non su di una bobina ma su di una scala di note, bagnerà d'inchiostro e commozione l'arte di scrivere per quella musica che ha reso d'amore a tante persone.
Morricone racconta di essere convinto che dopo la sua morte si trasformerà in un suono e quel suono è lo stesso che gli ha salvato la vita dalla guerra e dalla fame.
Nella stessa intervista, descrisse il suono più intenso nella sua Voce del silenzio.
Si legge " Riccardo Muti ha eseguito a Chicago una musica che scrissi nel ricordo della tragedia delle Twin Towers e che ho chiamato, non a caso, Voci dal silenzio. C'è un istante, dopo un grave trauma, in cui tutto si ferma. Tutto tace. È in quel momento che il suono manifesta la sua forza".

Il silenzio è quella musica che può essere interpretata in vario modo. Una composizione per una scena di guerra può essere intesa anche come brano che accompagna una danza frenetica".
Capita che Ennio Morricone da piccolo voleva fare il medico; Capita che un Neurochirurgo di Teramo, Vincenzo Magliani, riesca a trovare la sua concentrazione ascoltando molti dei 500  brani composti dal Maestro romano; Capita di silenzio in Neurochirurgia a Chieti, nel silenzio di un'anima composta da rigoroso camice di non ascoltare Mission, Nuovo Cinema Paradiso, La Leggenda del pianista sull'oceano, Gli Intoccabili, Giù la Testa, C'era una vola l'America, Malena; Capita perchè quella musica è dentro; Capita che il Chirurgo e il Maestro, abbiano qualcosa in comune.
La musica nel loro mestiere.
Il filo che porta ai sogni.

Capita di leggere una risposta di Ennio Morricone a Vincenzo Magliani.
Una lettera datata 1975.
" Cosa dire, caro signor Magliani, cosa rispondere alle sue gentile parole?
Forse che oggi sento sempre maggiore la responsabilità verso chi mi ascolta con tanta attenzione e affetto. 
Forse che le sue parole mi ripagano dei tormentosi sacrifici che faccio per migliorarmi ed esprimermi sempre al meglio.
Posso dire che tenterò sperando di riuscire di migliorarmi ancora...
Forse...........
Ma forse non avrei dovuto risponderle che le sue belle e generose parole non sono così meritate come lei vede.
Grazie, comunque.
Ennio Morricone".

Dignità , modestia, nobiltà, futuro, arte, rispetto, educazione, fato.
Capita tra un romano e un teramano.
Poi venne il traforo, le tante operazioni, la neurochirurgia a Chieti, i Golden Globe, l'Oscar e il tocco a due mani. 
La musica di ritorno si chiama amicizia.




 

Commenta

CAPTCHA

Commenti

Fantastico articolo, ho avuto un tuffo nel cuore, quando ero adolescente, sia se ero triste o in ansia, sia se ero felice ascoltavo le bellissime note di Morricone. Mi vergognavo a dirlo perché i miei coetanei ascoltavano i duran duran e i spandau ballet e non condividevano il mio gusto. Lo ringrazio perché la sua musica mi ha dato e mi da tanta pace e serenità.
C' è qualcosa d' altro di Teramo nell'Oscar che tutti ci auguriamo Morricone vinca. Un musicista di solida famiglia teramana, Gabriele Bonolis, che per me è come e più che un fratello di musica e di vita, ha collaborato in modo strettissimo con Morricone per le musiche del film di Tarantino e soprattutto le ha dirette, a Praga, nella fase di registrazione. Mi auguro che nei credits del film il lavoro di Gabriele venga menzionato e soprattutto lo faccia Morricone quando - come tutti speriamo - porterà a casa la statuetta.
...mio delirio la musica, cosa divina: nella sete di lei fiore morente il cuore. Versami, come vino affatturato, il suono! Sciogli le note in una pioggia D'argento! Come Piana Senz'erba alla grazia della pioggia, Le desidero, e languo, fino a quando Non tornino a svegliarsi. P.B. Shelley P.S.: ha ragione Tarantino: Morricone è il nuovo Mozart.
La musica e' la voce di Dio. La musica che "sposa" un film lo e' ancora di piu'. Grazie Maestro...