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Nonostante i proclami, il Delfico non può riaprire a metà settembre: lo dice la perizia

di Giancarlo Falconi
4 minuti

Era il sogno di una notte di mezza estate quando il presidente della Provincia di Teramo, Camillo D’Angelo, ha dichiarato ufficialmente a vari organi di stampa che a settembre, esattamente il 15, il liceo Delfico avrebbe riaperto. Non interamente ma per blocchi, consentendo a 600 di 1200 studenti di rientrare, mentre nell’altra porzione di edificio si sarebbero svolti i lavori. L’unico ostacolo tra D’Angelo e la pentola d’oro era un arcobaleno costellato dalla perizia dei tecnici esperti dell’Ati project che attendevamo tutti da mesi e, soprattutto, dal dissequestro che deve concedere la Procura di Teramo. Il motivo per cui da mesi siamo tutti col fiato sospeso per l’esito delle indagini, sta nel fatto che proprio questo esito determina la possibilità di chiedere il dissequestro: se dalle indagini emerge che la scuola è sicura tanto da riaprire a metà, c’è la speranza di chiederlo e favorire la riapertura parziale facendo i lavori nell’altra porzione di edificio; se la scuola non è sicura, sarebbe impensabile richiedere il dissequestro ai fini della riapertura.

Benché purtroppo D’Angelo non abbia imparato granché dai grandi proclami (come ad esempio l’exploit che fece a Prati di Tivo dove pochi giorni gli impianti tornarono a Finori, o l’annuncio della sua candidatura in regione Abruzzo che sommessamente qualche ora dopo fu costretto a ridimensionare) temerario anche questa volta ha deciso non solo di annunciare una data, ma anche di dichiarare di essere certo che la perizia sarebbe stata favorevole e utile per chiedere il dissequestro. 
Ebbene, la perizia è arrivata e noi l’abbiamo letta. E purtroppo dal documento finale del rispettabilissimo e attendibilissimo studio di Ati project, emerge che il Delfico presenta gravi criticità strutturali tali da non consentire la riapertura parziale, senza aver fatto prima degli interventi urgenti. Premettiamo che le indagini hanno interessato le condizioni di staticità, quindi la capacità dell’edificio di sopportare i semplici carichi quotidiani (vi ricordate la differenza tra staticità e sismicità con le altre due perizie? cliccate qui  https://www.iltrafiletto.it/2024/12/15/delfico-facciamo-chiarezza-sulle-due-perizie-e-vediamo-il-significato-di-entrambe/9-8989.html). Una condizione in realtà ancora più delicata rispetto alle condizioni di sicurezza antisismica che, come suggeriscono i tecnici, andrà comunque accertata  con urgenza. 

D'Angelo si è spiaggiato. ( cit. T.).

È possibile allora garantire la sicurezza e riaprire parzialmente l’edificio? Allo stato dei fatti, no. Per farlo, sarà  necessario eseguire interventi urgenti e puntellare con strutture metalliche provvisorie alcune pareti interne. Ma per farlo, diverse zone resteranno chiuse e inaccessibili. In particolare, come leggiamo dagli atti, non potranno essere utilizzati il primo e il secondo seminterrato, il primo e il secondo piano, la biblioteca e l’intero blocco centrale che ospita anche la palestra e i locali accessori al piano terra.

Quindi: alcune zone presentano gravi criticità e, per riaprire parzialmente, necessitano di lavori; per fare questi lavori bisogna interdire anche le altre zone; ecco che il Delfico il 15 settembre non potrà mai riaprire.

Inoltre, come leggiamo nelle conclusioni, gli esperti sottolineano che tali misure non possono essere considerate una garanzia di sicurezza definitiva, come “garanzia di stabilità”. Anzi, “la non verifica statica fuori piano rappresenta con certezza una criticità sotto azioni dinamiche”.

Tradotto in termini semplici, significa che la struttura presenta problemi seri in caso di sollecitazioni sismiche. Per questo motivo è stata ribadita la necessità di effettuare nuove analisi “con estrema urgenza”.

Se la Provincia di Teramo mira a riaprire una porzione del Delfico, dovrà prima occuparsi di questi interventi urgenti. Poi, riaperto a metà, potrà svolgere i veri lavori nell’altra parte di edificio. Passando prima, ovviamente, per il nulla osta della Procura.

N.S.

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