La prima puntata di una inchiesta che aprirà il coperchio di un pentolone in ebollizione.
Prima di tutto ricordatevi questo schema.
a. da agosto 2024 due unità in maternità non sostituite con rientro previsto non prima di aprile 2026
b. dal settembre 2024 una unità trasferita e sostituita per compensazione solo fino a novembre 2024
c. da gennaio 2025 una unità in pensione
d. da febbraio 2025 una unità in pensione
e. da maggio 2025 una unità in pensione
f. dal giugno 2025 una unità trasferita
g. da dicembre 2025 una unità in pensione.
Una grave carenza di personale sta mettendo in difficoltà il Servizio veterinario di igiene degli alimenti di origine animale (Area B) della ASL di Teramo, con possibili ricadute sul rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), in particolare nei controlli ufficiali svolti nei macelli.
Secondo quanto emerge da una relazione interna, a fronte di un organico previsto di 16 dirigenti veterinari, al 31 dicembre 2025 il numero effettivo si è ridotto a 11 unità, destinato a scendere ulteriormente nel 2026. La riduzione è il risultato di pensionamenti, trasferimenti e congedi per maternità che si sono susseguiti a partire dall’agosto 2024, senza che sia stata avviata alcuna procedura di reclutamento per compensare le uscite.
Nel dettaglio, due dirigenti risultano assenti per maternità senza sostituzione fino ad almeno aprile 2026; altre unità sono andate in pensione tra gennaio e dicembre 2025, mentre una è stata trasferita. Una situazione che, già nella prima metà del 2025, viene definita “non compatibile” con le funzioni da garantire, soprattutto in un settore delicato come quello dei controlli igienico-sanitari sugli alimenti di origine animale.
Per far fronte all’emergenza, la direzione aziendale ha scelto di ricorrere all’impiego di dirigenti veterinari appartenenti ad altri due servizi (SVSA e SVIAPZ), attraverso attività incentivata legata a obiettivi di budget e su base volontaria. Una soluzione che però ha sollevato forti perplessità sul piano normativo.
Il sindacato di categoria S.I.Ve.M.P. ha infatti inviato alla direzione ASL un parere legale nel quale contesta la possibilità di utilizzare personale di diversa disciplina e area professionale per mansioni che l’ordinamento riserva in modo specifico all’Area B. Secondo il sindacato, l’unica strada percorribile resta il reclutamento di dirigenti veterinari appartenenti alla disciplina prevista.
A complicare ulteriormente il quadro c’è la gestione delle risorse economiche. I controlli ufficiali richiesti da macelli e altri stabilimenti sono finanziati anche tramite tasse eurounionali vincolate allo scopo, che dovrebbero essere utilizzate per remunerare il personale impiegato oltre l’orario di servizio. Tuttavia, secondo quanto segnalato, non esisterebbero evidenze contabili chiare sull’utilizzo di tali fondi, che l’ASL considererebbe risorse indistinte, con possibili impieghi diversi da quelli stabiliti dalla normativa nazionale.
Una situazione che apre interrogativi sulla sostenibilità del servizio, sulla corretta gestione delle risorse e, soprattutto, sulle garanzie di tutela della salute pubblica in un settore cruciale come quello della sicurezza alimentare.
....e non finisce qui...
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