Maurizio Brucchi è stato di parola.
No al rientro in Giunta di Giorgio Di Giovangiacomo e di Rudy Di Stefano.
Nonostante i mille e quattrocento voti in due.
Nonostante Di Stefano fosse il primo degli eletti.
Nonostante le pressioni e le rivendicazioni.
Una questione di rotazione delle deleghe, di nuove energie, di qualità, di educazione istituzionale ( noti gli screzi) e di ragioni politiche.
Paolo Gatti permetterà che il suo uomo di punta, dimissionario, sia defenestrato?
Confermerà l'appoggio esterno che tradotto in storia della politica, diviene l'anticamera di una lenta morte pre elettorale?
I suoi uomini e le sue donne seguiranno la difesa ad oltranza per Rudy Di Stefano?
Franco Fracassa che ha visto esaudito tutte le sue richieste nel nuovo programma del sindaco, riponderà ad"Obbedir tacendo e tacendo uscir"?
Il tempo passa e Teramo è sempre più umiliata da una situazione politica che definire vergognosa è creare un imbarazzo linguistico.
Il sindaco Brucchi deve decidere ora, era meglio prima, ma ora è il tempo che qualcuno torni a Governare il Capoluogo di Provincia.
Il Commissario potrebbe rappresentare l'unica Giunta di Qualità.
Il sindaco ci sta pensando, in fondo, ha un lavoro.
Lui.
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