La solita vecchia storia.
Un comitato non violento armato solo di macchine fotografiche.
Tre discariche di cui due sequestrate.
L'ultima che ospita tir e tir di rifiuti di dubbia provenienza.
Fotografie e targhe a supporto di tesi e ipotesi.
Una teletermografia che racconta di temperature diverse nel sottosuolo delle vecchie discariche, mai chiuse, mai bonificate, mai poste in sicurezza come prevede la legge.
I controlli della Guardia Forestale che vengono anticipati da piccole e ripetute coincidenze.
Una calma improvvisa, che segue l'entrata di 4 o 5 Tir, l'ispezione e dopo poche ore, il traffico da caos calmo, ricomincia ad alimentare gli scavi in altura con vista sull'oasi dei calanchi.
Chi chiama la Polizia?
I malati di cancro?
Le famiglie dei malati di cancro?
Quelle cartelle cliniche che documentano per molti residenti tumori alla tiroide, ai reni, ai polmoni e varie leucemie.
Leggete www.iduepunti.it/26_maggio_2016/caro-assessore-mazzocca-provincia-di-teramo-si-muore-di-cancro-e-mafia-di-stato
Chi chiama la Polizia?
Chi si sente minacciato da una fotografia.
Arrivano gli agenti che con discrezione, educazione e professionalità controllano i documenti ai "facinorosi" membri del comitato.
La legge è fatta anche di prassi e di regole.
Stessa cosa per le nostre battaglie per Oncologia di Teramo, Urologia di Teramo, il Cirsu con i mitici ex Sogesa e poi, la storia, ha raccontato e racconterà un altro finale.
Noi continueremo, il comitato continuerà a fotografare e denunciare lo stato delle due discariche e a porre domande, sul traffico di materiale che entra nel nuovo invaso di contrada Santa Lucia di Atri.
Domande legittime sulla salute pubblica.
Qualcuno risponderà in questa Regione dei rifiuti.
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