Non è solo uno scandalo.
Non è solo un'emergenza.
Non è solo un fatto di mancata prevenzione.
Non è solo una poltica colpevolmente assente e incapace di rendere semplice un confronto tra amministratori.
Paduli è vittima di una frana, di un'evidente mancanza idrogeologica, di un movimento iniziato nel 2009 e alimentato dalla nevicata del marzo 2015.
Due anni fa.
Le carte parlano chiaro.
Gennaio 2016.
Relazione geologica-geomorfologica preliminare con documentazione fotografica inerente i sopralluoghi effettuati in fraz. Paduli.
Si legge" accertata la mancanza di un'adeguata regimazione delle acque meteoriche con presenza di scarichi posticci non appropriati lungo il pendio che hanno sicuramente prodotto l'alterazione del deflusso idrico superficiale. Quanto sopra per evidenziare la gravità e soprattutto la velocità del fenomeno in atto...".
Gennaio 2017.
La nevicata storica e le quattro scosse oltre il quinto grado.
Nuove fessure nel terreno e la neve che si scioglie nutre il movimento a valle.
Il Comune?
La Regione?
Continuano a passarsi il cerino acceso.
Alla fine dei giochi saranno i cittadini di Paduli a bruciarsi.
Vedrete, conteremo le case a terra e il processo al processo.
Che fine ha fatto l'esposto in Procura?
Un mistero che sarà indagato con un'altra denuncia.
A breve.
I tempi dell'attesa, oramai, sono finiti.
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