I tre moschettieri a difesa di una decina di primari.
Fagnano, Mattucci e Di Giosia.
La forbice orizzontale dell'assessore Paolucci sta per colpire la sanità teramana e le sue eccellenze.
I numeri come unico strumento di taglio.
Unità dipartimentali che non diventeranno mai strutture complesse.
Il caso Neurochirurugia.
Il professore Galzio che vincebbe su tutti i fronti la battaglia con il dott. Lucantoni.
La sensazione che dove i numeri siano favorevoli a Teramo, per esempio, nel caso di Radioterapia, la prosa tenda a favorire L'Aquila, Pescara o Chieti.
Che succede?
Un reparto che ha strumenti unici, maggiore personale e doppi turni a servizio dei cittadini?
La battaglia è appena iniziata.
Due esempi da moltiplicare per altri sei primari.
La Sanità teramana sta per vivere il proprio decadentismo e le decadenze non sono in vena di letteratura.
A rischio è tutto un intero territorio.
A rischio è la Politica sanitaria.
Gli sconfitti non torneranno a casa a curare le proprie ferite.
Mancheranno i medici.
Quelli bravi.
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