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Video. Torricella Sicura, finisce la protesta dei dieci operai: anticipati duemila euro, il sindacato: «È andata bene»

di Giancarlo Falconi
3 minuti

TORRICELLA SICURA – «È andata bene». Si chiude così, dopo molte ore, la nuova protesta degli operai nel cantiere di Piano Grande. A dirlo è Giancarlo De Sanctis, sindacalista della Filca Cisl: «Abbiamo concluso questa giornata, anche se ci sono volute più ore di quanto pensavamo, però abbiamo, diciamo, portato a casa il risultato che avevamo concordato stamattina. Il committente ci ha anticipato 2.000 euro, che è una parte della retribuzione che i lavoratori devono percepire. Poi provvederemo a recuperare il resto e questa giornata è finita nel migliore dei modi, diciamo, e siamo contenti. Grazie». Un operaio, disperato e in lacrime, a fine giornata si è limitato a dire: «Non ho parole». Un altro lavoratore ha spiegato: «Come ha risposto il signore qui presente, siamo stati contenti: non abbiamo avuto il nostro diritto finale, ma almeno un pochettino ce la siamo fatta». Al termine di tutto, gli operai hanno ringraziato le forze dell’ordine per aver portato loro dei panini e anche la medicina per l’asma di cui aveva bisogno uno di loro. Senza dimenticare il ruolo di mediazione di Giancarlo De Sanctis, segretario regionale  Generale Filca-Cisl Abruzzo Molise.Era stata una giornata di tensione quella di oggi, mercoledì 28 ottobre, nello stesso cantiere di Piano Grande dove il giorno prima avevano protestato tre operai egiziani. Questa volta i lavoratori in protesta erano dieci. Secondo quanto riferito, lamentavano di non essere stati pagati, in venti, dalla stessa azienda di Modugno, per una cifra complessiva di oltre 70mila euro. Il cantiere è quello del bonus 110, un intervento privato dove la catena dei subappalti era già finita al centro della vicenda di ieri. Martedì 27 ottobre tre operai egiziani, regolari e residenti in provincia di Milano, erano rimasti per oltre otto ore su un’impalcatura alta più di dieci metri minacciando di gettarsi nel vuoto per il mancato pagamento degli stipendi, circa 11mila euro secondo quanto appreso al mattino. La protesta si era conclusa quando la ditta madre, aggiudicataria dell’appalto, aveva pagato circa 8mila euro, pur non essendo tenuta a farlo: a pagare avrebbe dovuto essere la ditta subappaltatrice che aveva assunto i lavoratori. Sul posto, ieri, erano intervenuti Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, 118, Croce Rossa, un negoziatore dei Carabinieri e il sindaco Daniele Palumbi, che aveva spiegato: «Ci sono vari subappalti e non si capisce chi realmente debba adempiere ai propri obblighi». La posizione dei tre è al vaglio dell’autorità giudiziaria. Oggi la vicenda si è ripresentata più ampia: dieci operai in protesta e, secondo le testimonianze, una platea di venti lavoratori in attesa di quanto spettante. In mattinata si era parlato di duemila euro a testa che l’azienda madre avrebbe pagato entro le 14.30 agli operai. Resta ora da recuperare il resto delle somme richieste, mentre rimane alta l’attenzione sul nodo della filiera dei subappalti e delle responsabilità tra imprese e subappaltatori.

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