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Video. David Gramiccioli intervista Ivan Marinelli. Claudio e Mattia due vittime dello Stato...

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Quattordici minuti del vostro tempo.
Proviamo vergogna insieme?

Leggevamo le dichiarazione del sindaco di Montorio, Gianni Centa, sul Prefetto di Teramo.
Su come Montorio e tantissimi comuni siano stati abbandonati dallo Stato, inteso come Prefettura, Regione e Provincia.
Nessuno si dimetterà e le vittime della provincia di Teramo,saranno morti di serie B.
Senza l'attenzione mediatica alla Rigopiano maniera.
Dimenticati dalla vergogna, dall'imbarazzo di una macchina dei soccorsi organizzata in maniera indecente.
Seguite l'intervista di David Gramiccioli a Ivan Marinelli, fratello e figlio di due vittime di uno Stato assente. "Dovrei, forse, provare rabbia.
Provo, invece, vergogna.
La vergogna di essere uomo"
Primo Levi
Brividi. 

 

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L'ho già scritto giorni fa , oggi lo ripeto : anche nelle disgrazie e nelle tragedie l'appartenenza ad un ceto sociale anzichè ad un altro fa la differenza . Per la famiglia Marinelli , i soccorsi partirono dopo due giorni dalle prime richieste . Un velo pietoso per come furono riportate a livello mediatico le motivazioni del loro smarrimento, per non parlare della totale assenza dei media ai funerali fatta eccezione per la testata Il Centro e del fotografo Luciano Adriani . Non che la presenza in massa di testate di giornali e tv potrà mai alleviare e sopire il dolore della famiglia e di una intera comunità , ma almeno rendere evidente lo stato di abbandono nel quale sono costretti a vivere i montanari dalla testa dura che non hanno abbandonato le nostre zone interne . Ivan con le sue parole lo evidenzia con molta chiarezza . La morte di Claudio e Mattia Marinelli rimarrà in eterno sulla coscianza di tutti coloro che avevano ruoli e competenze per svolgere azioni di ordinaria amministrazione preventiva e non lo hanno fatto .

 Noi c'eravamo. C'eravamo e abbiamo pubblicato con Sabrina. 

La credibilità di una persona da che cosa dipende? Tutti strillano e dicono bugie, i corretti muoiono perché la correttezza è più facile da zittire. Hanno imparato i politici, hanno imparato i coordinatori dei soccorsi, ha imparato perfino il Presidente della Repubblica. E i corretti muoiono, a volte muoiono insieme agli equipaggi anche i creduti.
L'intervista a Ivan è di un dolore, di una compostezza commovente. Caro Ivan, conoscevo tuo padre Claudio e conosco tua madre Liliana. Poche volte ho incontrato Mattia. Noi non ci conosciamo personalmente perchè da diverso tempo non frequento le tue/mie zone. Conosco la semplicità e l'umiltá della tua famiglia. Spesso la semplicità e l'umiltá vengono lette come qualità che appartengono a persone di rango inferiore. Non è così. La conferma in questo video. Ti auguro con tutto il cuore di superare i tuoi dolori che derivano certamente dal senso di colpa che ti attanaglia come sopravvissuto, perché tale sei. Che avresti voluto ma non hai potuto fare nulla per salvare tuo padre e tuo fratello. Per non aver detto loro una parola, o espresso loro un'ultimo sentimento che desideravi comunicare. Anche sotto una bufera di neve. LA COLPA NON È TUA. LA COLPA È DI ALTRI. Le lacrime di questi giorni sono dolorose ma necessarie. Le tue lacrime sono le nostre lacrime. Sono certo. Sarai un uomo più forte ancora perché non provi vendetta. Tuo padre e tuo fratello saranno orgogliosi di te. Riposino in pace. Che la vita benedica la tua famiglia e vi restituisca il sorriso e la serenità che adesso non ci sono.