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La domanda più temuta: Che cosa fai a Capodanno?

di Giancarlo Falconi
4 minuti

C'è chi inizia a sudare nonostante che ci siano tre gradi sotto lo zero.
C'è chi si guarda intorno e chiama un taxi anche se si trova a Pietracamela o Capracotta.
C'è chi inventa mete esotiche e poi si riempie di lampade durante i giorni precedenti e successivi.
C'è chi critica ogni anno l'abbronzatura di Carlo Conti...tutto ma non rispondere alla...domanda delle domande " Che cosa fai a Capodanno ?".
C'è chi la spara grossa, parlando di una fantomatica festa in Villa di amici, aprendosi al rischio delle seconde e terze domande più temute " Possiamo venire anche noi? Possiamo portare qualcuno?
C'è chi fa il somelier e porta il vino imbustato tanto sono tutti uguali.
C'è chi in realtà è single e non ha voglia di uscire e che parla di un incontro a due e pubblica su facebook  la classica tavola di mostra romantica.
C'è chi è in crisi ma come fai a non trascorrere il Capodanno insieme e che in realtà si lasceranno il primo Gennaio a sera.
C'è chi è in coppia e ha programmato un fine settimana da sogno, pieno di lucette, cioccolata, rum agricolo di 60 anni, lenzuola abbinate all'intimo, candele soffuse, sapone in tinta con le candele e gli asgiugamanini, che si lasceranno nel pomeriggio del primo Gennaio.
C'è chi si lascerà alla mezzanotte con un bacio sbagliato.
C'è chi era troppo ubriaco ma ti ama da morire.
C'è chi ha studiato Kant e Aristotele e ti risponde chiedendoti il motivo del festeggiamento, dell'inizio e della fine.
C'è chi è sempre in ritardo e che si vanta di decidere all'ultimo secondo, quello che ti chiama alle 23 e 30, che sta arrivando, di aprire il portone, che ti fa sentire come l'ultima scelta.
C'è chi per paura di replicare un altro Natale in famiglia e parenti, s'inventa un figlio sconosciuto.
C'è chi è disoccupato da 20 anni e racconta, con tanto di sorrisi e urla, di un'incredibile opportunità lavorativa. 
C'è chi acquista tanti botti da fronteggiare una guerra e che parla durante l'anno di pace, amore, ambiente, fratellanza.
C'è chi come molti, i botti li sentono durante l'anno, tra Equitalia e nuove tasse e che sventolano bandiera bianca. 
C'è chi la Caritas è aperta e in fondo quella panchina non è esposta a vento. 
C'è chi è in cerca della domanda, chi è contento di lavorare e di poter far sentire tutti in colpa. 
C'è chi ti parla della crisi mondiale.
C'è chi invoca una seduta spiritica con tanti buoni auspici.
C'è chi come il politico democristiano si programma l'anno nuovo, sulla sua agendona di pelle umana, per presenziare ad eventuali e futuribili matrimoni, funerali, comunioni, battesimi e cresime. 
C'è chi ha paura dell'Isis perchè il Corano che aveva letto in uscita domenicale in Edicola sarebbe contrario tra un meridiano e un parallelo.
C'è chi ha sentito Papa Francesco vietare di fare festa con prodotti non acquistati in saldi.
C'è chi ha disdetto all'ultimo momento per il solito lutto della nonna.
C'è chi è più furbo e disdice all'ultimo momento per la caduta della nonna.
Morirà il prossimo capodanno.
C'è chi non ha una nonna.
C'è chi va a prendere la nonna a una festa.
Queste nonne. 
C'è chi si coccola.
C'è chi coccola il proprio animale domestico.
C'è chi ha scoperto l'acqua calda e deve mostrarla in un convegno. 
C'è chi viene guardato male perchè vuole iniziare la lettura di un libro.
C'è chi afferma risoluto e deciso che farà esattamente quello che ha fatto l'anno scorso.
C'è chi deve cambiare l'acqua al pesce.
C'è chi non ha nulla da mettersi.
C'è chi ha iniziato ad ascoltare musica da camera.
C'è chi ha vissuto troppo e ora ha voglia di riposare.
C'è chi ha fatto già tutto e ora tocca a voi altri. 
C'è chi si è dichiarato prigioniero politico e si è arreso.
C'è chi ti guarda con l'occhio furbetto e si sistema sotto le coperte...
C'è chi ti dice addio, a te e all'Italia. In cerca di un lavoro e di civiltà.

Che cosa fai a capodanno?
  Sopravvivo...al capodanno.

VOI?

 

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Commenti

In volo di rientro da un viaggio della speranza in cerca di un nuovo lavoro nel profondo nord europa... qui non ce la facciamo più! Sono abbastanza originale?
A questa domanda mi è venuto subito alla mente il famoso dialogo tratto dalle Operette morali del grande Leopardi. Buona lettura! DIALOGO di un VENDITORE d’ALMANACCHI e di un PASSEGGERE Venditore. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi? Passeggere. Almanacchi per l'anno nuovo? Venditore. Si signore. Passeggere. Credete che sarà felice quest'anno nuovo? Venditore. Oh illustrissimo si, certo. Passeggere. Come quest'anno passato? Venditore. Più più assai. Passeggere. Come quello di là? Venditore. Più più, illustrissimo. Passeggere. Ma come qual altro? Non vi piacerebb'egli che l'anno nuovo fosse come qualcuno di questi anni ultimi? Venditore. Signor no, non mi piacerebbe. Passeggere. Quanti anni nuovi sono passati da che voi vendete almanacchi? Venditore. Saranno vent'anni, illustrissimo. Passeggere. A quale di cotesti vent'anni vorreste che somigliasse l'anno venturo? Venditore. Io? non saprei. Passeggere. Non vi ricordate di nessun anno in particolare, che vi paresse felice? Venditore. No in verità, illustrissimo. Passeggere. E pure la vita è una cosa bella. Non è vero? Venditore. Cotesto si sa. Passeggere. Non tornereste voi a vivere cotesti vent'anni, e anche tutto il tempo passato, cominciando da che nasceste? Venditore. Eh, caro signore, piacesse a Dio che si potesse. Passeggere. Ma se aveste a rifare la vita che avete fatta né più né meno, con tutti i piaceri e i dispiaceri che avete passati? Venditore. Cotesto non vorrei. Passeggere. Oh che altra vita vorreste rifare? la vita ch'ho fatta io, o quella del principe, o di chi altro? O non credete che io, e che il principe, e che chiunque altro, risponderebbe come voi per l'appunto; e che avendo a rifare la stessa vita che avesse fatta, nessuno vorrebbe tornare indietro? Venditore. Lo credo cotesto. Passeggere. Né anche voi tornereste indietro con questo patto, non potendo in altro modo? Venditore. Signor no davvero, non tornerei. Passeggere. Oh che vita vorreste voi dunque? Venditore. Vorrei una vita così, come Dio me la mandasse, senz'altri patti. Passeggere. Una vita a caso, e non saperne altro avanti, come non si sa dell'anno nuovo? Venditore. Appunto. Passeggere. Così vorrei ancor io se avessi a rivivere, e così tutti. Ma questo è segno che il caso, fino a tutto quest'anno, ha trattato tutti male. E si vede chiaro che ciascuno è d'opinione che sia stato più o di più peso il male che gli e toccato, che il bene; se a patto di riavere la vita di prima, con tutto il suo bene e il suo male, nessuno vorrebbe rinascere. Quella vita ch'è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll'anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero? Venditore. Speriamo. Passeggere. Dunque mostratemi l'almanacco più bello che avete. Venditore. Ecco, illustrissimo. Cotesto vale trenta soldi. Passeggere. Ecco trenta soldi. Venditore. Grazie, illustrissimo: a rivederla. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi.
A casa.l'originale sono io.

Bella!