"Un Paese che distrugge la sua scuola non lo fa mai solo per soldi, perché le risorse mancano, o i costi sono eccessivi. Un Paese che demolisce l'istruzione è già governato da quelli che dalla diffusione del sapere hanno solo da perdere". Italo Calcino.
Poi, c'è il Di Poppa-Rozzi.
In dodici anni, sono cambiate tante cose al Di Poppa - Rozzi di Teramo: la scuola, le strutture, i tanti lavori portati avanti, l'organizzazione, i nuovi laboratori come la cantina frantoio. «Ma quello che abbiamo costruito di importante è il senso di comunità, la grande famiglia del Di Poppa Rozzi». Così la dirigente scolastica Caterina Provvisiero racconta i due istituti nell'ultimo giorno dell'open day che si è tenuto nel Polo Alberghiero. «Condividiamo, cresciamo, cerchiamo strade per tutti i nostri studenti per non lasciare indietro nessuno, perché a modo suo ogni ragazzo è speciale».
Cosa offre la scuola? «Molti hanno capito finalmente che queste scuole aprono anche a studi successivi universitari con una preparazione di livello alto. Non servono solo per aprire direttamente le porte del mondo del lavoro, permettono di continuare con l'alta formazione».
E la provincia di Teramo si presta per offrire tutto questo? «La provincia di Teramo ha talmente tanto da offrire che queste due scuole sono la sua sintesi: questo territorio ci ha permesso di creare progetti che ci si calano perfettamente tra mari e monti».
Ma non solo Teramo. «No, la scuola si apre al mondo e il mondo si apre alla scuola grazie ai progetti di internazionalizzazione ed erasmus: quest'anno ad esempio abbiamo in ballo progetti di alta formazione, alternanza e borse lavoro con Dubai, per portare il made in Italy. Poi anche l'Ecuador è interessato al made in Italy. E continua il rapporto con il Canada, Montreal ci aspetta».
Ma c'è una formula che muove tutto. «Sì, senza dimenticare il grande connubio che poi muove tutto: famiglia scuola, società scuola. Noi lavoriamo sui valori, sulla gestione delle emozioni, che poi è tutto per poter essere persone equilibrate. Iscrivetevi!».
Guardate https://www.youtube.com/watch?v=LPshVnXIHkQ
Commenta