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Un nonno scrive al sindaco Brucchi sulle scuole di Teramo

di Anonimo
3 minuti

 Signor Falconi,

Perché il sindaco di Teramo ha firmato ordinanza interruzione attività didattiche delle scuole del Comune di Teramo di ogni ordine e grado, nidi e materne comprese, fino a sabato 28 gennaio 2017?
È stato a causa della neve o degli eventi sismici? Il fatto che l’ordinanza sia stata emanata dopo il noto dibattito con il sig. Bertolucci credo susciti qualche dubbio che penso vada fugato.
Per quanto mi riguarda mi permetto di formulare delle domande, sperando di ricevere delle risposte semplici e chiare, perché vorrei capire come stiano davvero le cose.
All’inizio di febbraio, infatti, la mia nipotina torna a Teramo dal Regno Unito, insieme ai suoi genitori, e dovrebbe frequentare la scuola elementare o, come viene chiamata oggi, con il solito esotismo parossistico, la scuola primaria.
Ero relativamente tranquillo, ma dopo il dibattito e l’emanazione dell’ordinanza lo sono molto meno e, credo, con me lo sono molti altri cittadini. Ero tranquillo perché credevo di sapere che nel nostro Paese ogni singola parte del territorio, dunque anche Teramo, è classificata rispetto al rischio sismico.
Credevo anche di sapere che esiste una serie di leggi che, a partire dal 2008, ha sancito l’obbligo di determinare la “vulnerabilità” degli edifici pubblici - dunque anche gli edifici scolastici - rispetto agli eventi catastrofici, in particolare quelli sismici.
Nel caso che dall’analisi di vulnerabilità risultasse che non sono sicuri la legge ne impone la messa in sicurezza.
Dunque, pensavo che le scuole fossero “invulnerabili”, ovviamente non in assoluto, ma rispetto al livello di rischio sismico del territorio della Città di Teramo.
Se non mi sbaglio e, dunque, è vero che la “vulnerabilità” degli edifici pubblici deve essere valutata e che gli stessi, se necessario, devono essere messi in sicurezza, credo che le Autorità competenti - e non solo il sindaco - abbiano il dovere di far sapere ai cittadini che tutto quello che era necessario fare, a Teramo è stato fatto. In particolare le scuole sono sicure rispetto al rischio sismico esistente, secondo la classificazione ufficiale. Il momento è davvero difficile e non c’è bisogno di generare ulteriore ansia per una popolazione già così provata.
Spero che lei mi possa aiutare, vista la sua dimestichezza con le leggi. Se quanto da me ipotizzato è sbagliato la prego di dirmelo e chiedo scusa, sin d’ora, per il disturbo. Se, invece, non dovessi sbagliarmi però, spero che mi aiuti a far sì che i dati fattuali relativi alla vulnerabilità degli edifici pubblici della Città, siano resi pubblici, non solo da parte del Sindaco, ma anche da parte della altre Autorità competenti a cominciare dal Presidente della Provincia, dal Direttore generale della AUSL, dal Rettore dell’Università, dal Prefetto, ecc. In ogni caso, il sindaco dichiari se gli edifici scolastici delle scuole primarie (sic!) sono o meno “vulnerabili” rispetto al livello di rischio ufficialmente attribuito al territorio della Città. Il rispetto che le Autorità devono ai cittadini, infatti, impone che esse forniscano ai teramani tutte le informazioni che permettano loro di prendere decisioni responsabili per se stessi e per le proprie famiglie.

Ringraziando sin d’ora per l’attenzione porgo distinti saluti
Vincenzo Caporale        

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Commenti

... Perché i teramani cosa hanno chiesto sino ad oggi ??? Caffè e merendine gratis ???
Io credo che a questo punto le responsabilità del sindaco, e le sue decisioni di conseguenza, non siano più imputabili a lui. Qualcun'altro dall'alto delle istituzioni deve assumersi la responsabilità di decidere il da farsi perché se è vero che le scuole sono vulnerabili non di meno lo sono le nostre case, quelle dei nonni dei nostri figli, quelle delle babysitter o qualunque edificio pubblico o privato. In nessun caso è possibile certificare la sicurezza di nessuno. Dunque prevenire una strage significa prendere decisioni drastiche che vanno oltre le competenze di un comune. Se la si vuol guardare dall'altro lato e quindi che sia tutta un'esagerazione, allora siamo di fronte ad un procurato allarme e qualcuno ne dovrà rispondere.
Le istituzioni debbono rendere noti ai cittadini le criticità dei fabbricati scolastici unitamente all'indice di vulnerabilità. Poiché ci sono sicuramente scuole che non potranno essere riaperte avendo tale indice inferiore allo 0,80, ritenuto minimo da Errani, si faccia una ricognizione delle scuole idonee (anche al di fuori del territorio comunale) ad ospitare gli alunni con doppi turni. Teramo ha la ferrovia e potrebbe organizzare velocemente un treno per raggiungere la costa. Per chi non potesse per ragioni logistiche lezioni on line. L'attuale situazione è conseguenza di anni di negligenza ed omissioni e sottovalutazione del problema. Se avessero chiesto i MUSP a settembre oggi i ragazzi starebbero a scuola. Tutte queste omissioni dovrebbero essere perseguite, un amministratore, un dirigente, non possono disattendere la legge.
chiudiamo tutto...aspettando il terremoto.
Sottoscrivo parola per parola il commento dell'anonimo delle 9.09