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E poi il vero Natale in ospedale...

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Terminate le visite ufficiali e doverose tra le corsie degli ospedali, rimangono loro che si mimetizzano con il bianco crema delle pareti, delle lenzuola, della sofferenza, del desiderio di tornare alla speranza della normalità, alla comprensione di aver capito che nella vita c'è dell'altro oltre al lavoro o alle inutile lamentele.
Si muore in ospedale.
Si cerca di sopravvivere in ospedale.
Si soffre in ospedale.
Si torna a vivere in ospedale.

Il sorriso, la serenità, la gioia di vivere gli attini in famiglia, in salute, tra gli amici o soli e felici.
Ognuno con se stesso per gli altri.
Filosofia, demagogia, magia del Canto di Natale scritto da Charles Dickens che potrebbe rileggere solo il mito di Guareschi e Gianni Rodari.
E poi i ragazzi della Paap sotto i riflettori sempre e solo con critiche e invettive.
Le nostre sempre puntuali e poi i loro Natali tra i ragazzi di Pediatria degli ospedali teramani.
Ecco la Paap che ci piace più di ogni altro piatto servito caldo o freddo, più di ogni altro senso di vita aziendale perchè ci fa sentire parte di un unico grande progetto.
L'umanesimo. 



 

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Un grazie di cuore per esistere a questi ragazzi della Paap,un abbraccio fortissimo a tutti i bimbi nel mondo che in questo giorno,sono purtroppo ricoverati negli ospedali ed ai loro cari che non hanno la possibilità di vivere questo giorno all'interno delle loro mura domestiche.
A tutti auguro un Buon Natale