- C’eravamo tanti amati. Un complesso politico che risale ai tempi
del partito democratico e che ora, all’interno dello stretto stivale della provincia
teramana, si nutre nelle notti dai lunghi coltelli. Il caso Castelli è un esempio lampante di come una crisi politica con le dimissioni del vice sindaco, Franco Petrilli, possa condurre al tentativo di far
cade l’Amministrazione di Rinaldo Seca. Il gioco è semplice e ricalca lo schema delle alleanze provinciali. Se è vero come è vero che i consiglieri comunali di Teramo 3.0 o Italia Viva o comunque del mezzo terzo polo hanno contribuito alla vittoria finale di Camillo D’Angelo alla presidenza della provincia di Teramo,
risulta essere vero che lo stratega dell’operazione, Christian Francia, presidente dell’associazione e coniugato con la candidata a sindaco a Teramo, Maria Cristina Marroni, potrebbe da consigliere
comunale di opposizione a Castelli, aver chiesto a una consigliera comunale di Castelli di far cadere la giunta.
Tutto verosimile. Si chiama politica bellezza e gli accordi trasversali fanno parte di unaintensa nuova geografia. In una fantomatica conversazione, il presidente della provincia, Camillo D’Angelo, svestito del ruolo istituzionale, potrebbe aver chiesto alla consigliere di far perdere il numero legale in consiglio.In cambio di una futura candidatura a sindaco.Un gioco di ruoli che si ripeterà in un prossimo futuro alle Amministrative di Teramo e anche nella gestione del nuovo cda del Ruzzo. Il “golpe” alla mazzarella maniera, tra gli storici Melatini e Antenelliani, creerebbe non pochi imbarazzi ai consiglieri del partito democratico in Giunta con D’Angelo. Rinaldo Seca, sindaco di Castelli è uno storico membro del partito democratico. Nella prossima riunione del partito in cerca di un segretario nazionale ,si dovrà attendere la pazza primavera di marzo, nel frattempo il confronto all’interno del consesso di corso de Michetti sarà molto acceso.
Seca chiederà la copertura dei consiglieri delegati del proprio partito, Pilotti su tutti. Come reagirà il vertice regionale del Pd? Tutto potrebbe prendere le sembianze di un tavolo regionale e anche la scusa per piccole vendette. La lotta fratricida tra gli iscritti potrebbe assurgere a una decisione congressuale. In settimana sarà richiesto un confronto diretto e franco ma nel frattempo Seca continua a godere di un’ottima salute, visto che la consigliera ha declinato la gentile offerta con un semplice sorriso. Tutto è andato a monte? Impossibile pensare che Camillo D’Angelo dopo aver percorso 20mila chilometri durante la campagna elettorale abbia deciso di assurgere a un ruolo di attendista. La visione politica e la strategia sarà completamente diversa e nessuno avrà intenzione di fare dei prigionieri. Nel caso dovesse riuscire la presa di Castelli e non del Bastiglia, i consiglieri di maggioranza di centro sinistra saranno disponibili a dare le dimissioni dalla gestione Amministrativa dell’Ente? C’è chi butta acqua sul fuoco, chi benzina. Non è questione di essere più o meno piromani ma la crisi di maggioranza che potrebbe causare il “casus belli” castellaniano, sarebbe difficilmente gestibile, visto che in molti si sentirebbero traditi dai ruoli diversi in campo. Movimenti telllurici con epicentro, chiaro e netto.
Commenta
Commenti
Castelli dovrebbe essere un centro propulsivo mondiale dj cultura abruzzese. Ci siamo stati di recente e francamente è una pena.
Christian Francia è stato appena ringraziato per i suoi servigi con una bella nomina dirigenziale mi pare, quindi non "parrebbe" , è