Una merenda.
Diversi consiglieri comunali.
Prima in quattro poi altri in arrivo.
Alla fine una semi riunione di maggioranza.
In mezzo la regia di un politico regionale.
Non di centro destra che potrebbe essere di centro destra.
Un caffè e un tea con i biscottini.
Crema, marmellata o semplici e masticabili gallette secche.
Uomini veri.
Anzi uomini e donne dure.
Si ritroveranno il giorno prima di ogni consiglio comunale come se fosse l'ultimo.
Un chiaro segnale a Paolo Gatti, Paolo Tancredi e Mauro Di Dalmazio.
I tre tre che sono i veri padrini messi sotto accusa dalla Giovine Teramo.
In un bar di viale Mazzini tra moti e un moto di cambiamento.
I voti sono personali e si possono sempre perdere.
Anzi, spostare.
In fondo, D'Alfonso, è pronto ad accoglierli nella grande casa democristiana e tra democristiani, ci s'intende.
Gatti che a detta di tutti è quello che alla fine, comunque vada, deve dare il pacco finale, è messo sul patibolo come la vera causa della crisi di maggioranza.
Per ingerenza e cattiva "digerenza".
I denti avvelenati erano tanti e molti hanno deciso di montare un ponte con il prossimo Marzo.
La Primavera aprutina.
Tempo utile per tornare al voto a Giugno.
Giorni contati?
Forse, ma sicuramente sarà dato un segnale deciso al sindaco BRucchi.
Il rimpasto era per i soliti ignoti che fagocitano i banchetti teramani.
Nonostante tutto e il contrario dell'etica e della morale pubblica.
Basta con gli sconti in un periodo di saldi.
Ulteriori ribassi non ci saranno per una semplice questione di dignità.
Parola sconosciuta a molti in consiglio comunale.
Gli armadi e gli scheletri fanno rumore tra i collezionisti di ossa.
La Carboneria era nata sui moti liberali e patriottici dei primi anni dell'Ottocento, a Teramo, per colpa della Befana di Brucchi, sul carbone da regalo.
I tempi cambiano e i sindaci non sono eterni.
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