Oltre i limiti delle leggi ambientali in due controlli a Novembre.
Forum H2O: enti dicano cosa sta succedendo e pubblichino la documentazione completa sui laboratori, sui sistemi di controllo e sulle attività di monitoraggio.
Per quanto riguarda il Diclorometano, trovato il 30 agosto, invece, si evidenzia quanto segue: 1)nei referti dei controlli precedenti, del 2 e 16 agosto, il Diclorometano non era tra le sostanze cercate, sia nei Laboratori sia a Casale S. Nicola. In ogni caso l'acqua controllata non risultava in distribuzione; 2)il giorno 30 agosto, come già sapevamo, ai laboratori si rileva una concentrazione di Diclorometano di 0,355 microgrammi/litro, il doppio dei limiti per le acque sotterranee per quanto riguarda gli aspetti ambientali, mentre a Casale S. Nicola di 0,042 microgrammi/litro. L'acqua captata non risultava in distribuzione. 3)il giorno 1 settembre ai Laboratori il Diclorometano è a 0,3 microgrammi/litro. Nel referto l'acqua captata viene descritta come "in distribuzione". A Casale S. Nicola il Diclorometano è al di sotto dei limiti di rilevabilità strumentale dell'ARTA (0,025 microgrammi/litro). Anche a Casale S. Nicola l'acqua risultava in distribuzione. 4)il giorno 5 settembre sia ai Laboratori sia a Casale S. Nicola il Diclorometano è sotto i limiti di rilevabilità e l'acqua non risulta in distribuzione; 5)dal controllo del 12 settembre in poi il Diclorometano non risulta tra le sostanze cercate, mentre continuano ad essere cercate sostanze a nostro avviso del tutto inutili come, ad esempio, esacloroetano e tetracloruro di carbonio, che erano state trovate esclusivamente nella Valpescara nel 2007 per la questione Bussi in quanto lì prodotte. 6)nelle acque della rete di distribuzione il Diclorometano non risulta mai cercato, nè prima, nè durante nè dopo il caso di contaminazione accertato . Le date a cui si fa riferimento nel testo si riferiscono a quelle dei prelievi. I referti arrivano alcuni giorni dopo. Si ricorda che dovrebbero esistere anche i controlli condotti direttamente dal Ruzzo, i cui referti attualmente non ci risultano disponibili al pubblico nella loro interezza. Da quanto sopra rilevato emergono a nostro avviso alcune problematiche da spiegare e limiti importanti al monitoraggio ambientale/sanitario: -il cloroformio è stato rilevato in assenza di clorazione volontaria a fini di disinfezione a scopi idropotabili (le acque a novembre erano in scarico e comunque nei referti di Casale San Nicola è precisato espressamente che i prelievi sono avvenuti prima della clorazione). Pertanto deve esserci una fonte di contaminazione presso i Laboratori (o più a monte). Oltre alla presenza nelle analisi, il quadro che questi referti ci presentano è coerente con questa possibilità. Infatti mentre nei laboratori è presente solo cloroformio a Casale S. Nicola compaiono oltre al cloroformio anche altre sostanze del gruppo dei trialometani, che tipicamente si formano "a cascata" dopo un contatto tra cloro e materia organica contenuta nell'acqua. -come mai è stato cercato il Diclorometano (e solo questa sostanza in più rispetto ai controlli precedenti) proprio il 30 agosto? C'erano state segnalazioni specifiche? Da chi? In quali forme? -il cloroformio e il diclorometano sono stati rilevati con concentrazioni oltre i limiti di legge, le Concentrazioni Soglia di Contaminazione C.S.C., per le acque sotterranee e, pertanto, il sito deve essere a norma di legge considerato "sito potenzialmente contaminato" facendo scattare tutte le procedure di cui all'Art.242 e seguenti del Codice dell'Ambiente (D.lgs.152/2006). È stata fatta la notifica prevista dalla legge, tenuto anche conto che i laboratori sono classificati quale impianto a rischio di incidente rilevante? -facciamo notare che dai referti apparirebbe per il cloroformio un doppio caso di contaminazione, in quanto tra i prelievi "positivi" del 7, 10 e 21 novembre, si interpone un controllo con esito negativo il 15 novembre. Ciò aggrava la situazione, a nostro avviso; -si ricercano routinariamente sostanze non tabellate (ad esempio, Esacloroetano e Tetraclororuro di Carbonio) che sono collegate tipicamente all'inquinamento della valpescara per Bussi (in quanto lì prodotte) e che sono state cercate negli anni nonostante le nostre denunce riguardavano esclusivamente quel caso. Poiché da quanto ne sappiamo queste ed altre sostanze non sono state in alcun modo usate nei laboratori né possano arrivare per altre vie nell'area del Gran Sasso (discariche ecc.), perchè continuare a cercarle inutilmente? -al contrario non si ricercano routinariamente sostanze usate nei laboratori, a partire dal Diclorometano (me ve ne sono anche altre, ad esempio gli idrocarburi). Come mai? Addirittura, dopo un caso di contaminazione accertato, il monitoraggio del diclorometano è stato interrotto dopo un solo campione negativo. Perchè? La ASL è in possesso dell'elenco di tutte le sostanze usate nei laboratori, tenendo anche conto che gli stessi sono obbligati a fornire tutti gli elenchi essendo sottoposti a quelle che dovrebbero essere norme strettissime, la Direttiva Seveso sugli impianti a rischio di incidente rilevante? -come mai proprio l'1 settembre le acque risultavano in distribuzione, quando nei giorni precedenti risultavano non distribuite? La ASL e il Ruzzo dovrebbero chiarire meglio in che termini vengono usate questi termini; -abbiamo fatto un accesso agli atti al Ruzzo e hanno 30 giorni per rispondere. Anche loro avranno decine di referti dei controlli interni obbligatori secondo il D.lgs.31/2001. In realtà dovrebbero pubblicarli tutti in base al D.lgs.195/2005. Auspichiamo che anche questo ente proceda come ha fatto la ASL, allegando possibilmente anche tutta la corrispondenza in loro possesso (cosa che la ASL non ancora fa). -sarebbe opportuno condurre i monitoraggi con laboratori accreditati ACCREDIA per tutte le prove necessarie. Esprimiamo tutta la nostra preoccupazione per la situazione del Gran Sasso in quanto è assolutamente grave che il principale acquifero della Regione e uno dei più importanti d'Europa sia esposto a fenomeni di contaminazione da più sostanze fortemente critiche. Ovviamente è necessario verificare attentamente lo stato delle opere di captazione ed adduzione che avrebbero dovuto escludere qualsiasi contaminazione delle acque destinate al consumo umano ma dall'altro lato bisogna evitare la contaminazione all'origine. Forum Abruzzese dei Movimenti per l'Acqua
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