La grandinata del 21 luglio ha danneggiato la copertura della struttura scolastica. Dopo tre mesi, una sistemazione provvisoria e le presunte infiltrazioni segnalate. Il Comune di Teramo aspetta forse la prossima primavera?
A Sant’Atto, frazione di Teramo, hanno inventato un nuovo metodo per insegnare ai bambini le stagioni e il tempo, basta guardare il soffitto dell’asilo. Quando piove, potrebbe arrivare anche l’acqua. Un’esperienza didattica decisamente originale, che però difficilmente troverà spazio nei programmi ministeriali.
Scherzi a parte, perché quando si parla della sicurezza dei bambini c’è ben poco da ridere, la situazione del tetto dell’asilo di Sant’Atto rappresenta una vicenda sulla quale l’amministrazione comunale dovrebbe fornire risposte precise.
La vicenda impone alcune domande. Quali lavori sono stati realmente eseguiti? Chi ha verificato l'efficacia della copertura? Le infiltrazioni sono state eliminate oppure si continua a confidare nella clemenza del cielo? Soprattutto, esistono verifiche tecniche aggiornate che garantiscano la sicurezza dei bambini e del personale scolastico?
Il problema non riguarda soltanto la manutenzione di un edificio pubblico, ma la capacità di intervenire prima che una criticità possa trasformarsi in un'emergenza.
Il timore è che, continuando con soluzioni provvisorie, si possa arrivare all'ennesima ordinanza di chiusura per ragioni di sicurezza. Una decisione che provocherebbe inevitabili disagi alle famiglie e ai lavoratori della scuola.
Sarebbe interessante conoscere le intenzioni del Comune di Teramo, magari prima che la situazione peggiori e diventi necessario trasferire i bambini altrove.
Una volta gli asili insegnavano ai piccoli a costruire casette con il tetto. A Sant’Atto, dopo tre mesi, sono gli adulti a dover ripassare la lezione.
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