In riferimento alla demolizione degli edifici in muratura sovrastanti una parte del teatro romano di Teramo, intendo esprimere un auspicio.
I palazzi che si andranno a smontare sono edifici storici di cui non si può ignorare il pregio architettonico. Il valore di tali manufatti architettonici è passato in subordine al grande significato del bene che si riporterà alla luce (il teatro). I demolendi edifici sono esito di addizioni e stratificazioni di epoche e tecniche costruttive diverse. Auspico che accanto al “piano di demolizione” sia stata fatta una attenta CAMPAGNA DOCUMENTALE di quanto si andrà a togliere: ovvero che esista un dettagliato “rilievo scientifico” dei beni. Il senso di quanto qui scritto risiede nella necessità di poter conservare MEMORIA del passato.
Nei Principi del “Codice dei beni culturali e del paesaggio” «La tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale concorrono a preservare la MEMORIA DELLA COMUNITÀ NAZIONALE e del suo territorio e a promuovere lo sviluppo della cultura». Ove, come nel caso in specie questa “memoria collettiva” viene a perdersi, per motivazioni culturali d’ordine superiore, è importante documentare con le tecniche note. Con “rilievo scientifico” si intende, una campagna di rilievo strumentale funzionale alla rappresentazione dettagliata dello stato di fatto realizzata mediante scansioni laser e georeferenziazione topografica tramite stazione totale; riprese aeree da drone; elaborazione grafica vettoriale delle piante, dei prospetti e delle sezioni derivati dalle nuvole di punti 3d, oltre ai profili tomografici; realizzazione di una documentazione fotografica costituita da panoramiche immersive ad alta definizione, georiferite, visualizzabili ed esplorabili sfericamente a 360°, organizzate e relazionate mediante un programma interattivo di navigazione.
Sicuramente tutto ciò già esiste. Quindi ben venga la demolizione: così quando qualcuno vorrà studiare l’urbanistica della Teramo storica possa trovare dei documenti che dicano di Teramo com’era!
Massimissa di Numidia
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Il dettagliato rilievo scientifico dei " beni" ci sarà senz'altro, ma al solo scopo di far morire dal ridere le generazioni future. Una bella damnatio memoriae ci starebbe bene, ma non credo sia realizzabile.
Che bella idea.
Non sono teramano ma voglio esprimere la mia grande soddisfazione per la demolizione di quei 2 catafalchi su un area di alto valore storico come il Teatro Romano, costruito dai Romani e non da chicchessia,augurandoci però che una volta recuperato sia utilizzato al max x eventi qualificativi a questo paesotto abbandonato in primis dall' amministrazione comunale .Sono certo che in questo avvenimento unico e positivo ci sia lo zampino del ns Vescovo SE.Lorenzo.Grazie!
GRANDE RISPETTO & GRATITUDINE
per casa Salvoni & palazzo Adamoli che verranno ricordati per aver custodito gelosamente un tesoro archeologico di inestimabile valore.
Finalmente la Nostra paziente e stanca
Città si appresta a "scoperchiare" il teatro
& l'anfiteatro romano, con le Sue mani forti & e callose........che ha tenuto in tasca fino a ora!
E io tra di voi
Aznavour
callose.........che ha tenuto in tasca fin a ora !8
due mostri altro che edifici storici, sarebbe da mettere in galera chi li ha costruiti....ma sono morti da tempo.