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Teramo: 15 mila euro di sanzioni per alcuni locali. Molti saranno soggetti ad ordinanza di cessazione dell'attività...

di Giancarlo Falconi
3 minuti

Locali abusivi travestiti da circoli privati, il N.O.A dalla Polizia Locale di Teramo stronca il fenomeno sul nascere. Oltre 15.000 euro di sanzioni comminate ai rispettivi presidenti di circoli privati che di privato avevano ben poco, visti i più disparati stratagemmi finalizzati ad eludere le norme: dal tesseramento di avventori effettuato in seduta stante al pagamento del biglietto d’ingresso camuffato in “contributo associativo”, dalle consumazioni a prezzi maggiorati alle chat private per pubblicizzare eventi.   Un fenomeno annoso ed in continuo crescendo in Italia è quello dei locali che, mascherandosi da circoli privati sfruttano le agevolazioni fiscali, eludono la materia di pubblica sicurezza  protetti dal diritto alla libertà di associazione stabilito dall’art. 18 della Costituzione. Ma questo diritto subisce limitazioni in materia di ordine pubblico e soprattutto può essere esercitato senza abusarne. Dietro dichiarate finalità associative, culturali, ludiche ed assistenziali si celano sovente finalità prettamente imprenditoriali atte ad bypassare la stringente normativa di pubblica sicurezza, igienico sanitaria e soprattutto fiscale visto che le attività svolte nei circoli privati godono di abbattimenti fiscali notevoli rispetto ai pubblici esercizi in genere ed ai locali di pubblico spettacolo. Le indagini del N.O.A erano iniziate già da un paio di mesi quando nell’ambito del controllo del territorio, specie in ora notturna, si erano attenzionati alcune sale da bliardo e locali del teramano. Al culmine dell’attività di indagine venivano sanzionati tre “finti” circoli privati per violazione alla L.R. 23/2018  a causa di mancanza di ex licenza di polizia, violazioni all’art. 68 del Testo Unico di Pubblica Sicurezza per aver dato spettacoli e feste da ballo senza licenza, mancanza dei requisiti di sorvegliabilità di cui al D.M n.564/92, denuncia penale per mancanza di dichiarazione di agibiltà ex art. 80 del T.U.L.P.S ed infine carenze igienico sanitarie stabilite dal Pacchetto Igiene di estrazione comunitaria. Ora, oltre le conseguenze penali di competenza dell’Autorità Giudiziaria, i trasgressori saranno destinatari di ordinanza di cessazione dell’attività in difetto di autorizzazione. La Polizia Locale di Teramo annuncia la ferma volontà di non abbassare la guardia per scongiurare che questo odioso fenomeno non proliferi in città. Onde anche evitare che locali con una superficie di 50/100 metri quadrati possano avere migliaia e migliaia di tesserati che spesso semplicemente simulano la volontà di aderire al sodalizio stabilito nello statuto del circolo mentre la realtà sta nel fatto che vogliono solo accedere ai servizi svolti sottobanco in forma imprenditoriale ed in sedi strutturalmente incompatibili con le finalità associazionistiche dichiarate. Risultato: gravi ripercussioni sulla libera concorrenza del mercato legale e danni ingenti per le tasche dei contribuenti già sfiancati dal lungo periodo di pandemia. Fattispecie queste che sono state scoperte e perseguite a norma di legge grazie all’instancabile lavoro del nucleo operativo antidegrado diretto dal Ten Col Franco Zaina.

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Commenti

Questo discorso vale anche per le palestre..

piuttosto fate le multe a chi parcheggia in divieto di sosta, in un'ora il blocchetto delle multe finirebbe...altro che 15000€