UGL Salute Abruzzo prende atto della nota diffusa dalla ASL di Teramo e chiarisce, senza polemica, ciò che ha scritto e ciò che non ha mai scritto.
Nel comunicato la parola “chiudere” è sempre comparsa tra virgolette, perché indicava in forma giornalistica l’attivazione della procedura aziendale per l’iperafflusso. Non abbiamo mai messo in dubbio che l’assistenza sia stata garantita, né sostenuto che un cittadino sia rimasto senza cure. Né abbiamo mai sminuito il lavoro degli operatori: al contrario, li difendiamo da anni, e continuiamo a ritenere che il personale dell’emergenza-urgenza e non solo meriti un riconoscimento fatto di organici adeguati e turni sostenibili, non soltanto di attestati verbali di stima.
La ASL, del resto, conferma i fatti che avevamo segnalato: non la sera del 18 agosto ma per la giornata la procedura è stata attivata, ne è stata data comunicazione alla Centrale Operativa 118 e i pazienti con patologie non tempo-dipendenti sono stati indirizzati verso i presidi risultati al momento non congestionati. La divergenza, dunque, non riguarda i fatti ma la parola scelta per descriverli. "Resta che in quelle giornate un qualsiasi cittadino con una patologia non tempo-dipendente del territorio di afferenza del presidio hub è stato accompagnato ad Atri, a Giulianova o a Sant’Omero anziché al presidio di riferimento della provincia".
Colpisce, semmai, il dato fornito dall’Azienda: 171 accessi a fronte di una media estiva di 150-160. Uno scostamento di poche unità è bastato a mandare in congestione il pronto soccorso dell’ospedale hub. È esattamente il problema che denunciamo, cioè un sistema privo di margini. E se l’afflusso di Ferragosto è, come correttamente si osserva, fisiologicamente più alto, allora era prevedibile: chiediamo quali rinforzi di organico fossero stati programmati prima del 18 agosto e non dopo.
Il punto, però, è un altro, ed è il motivo per cui abbiamo scelto la strada dei documenti anziché quella delle polemiche: il 18 agosto non è l’unica giornata critica di questa estate. Le segnalazioni raccolte anche dai cittadini descrivono condizioni di congestione ricorrenti, sia nell’ospedale hub sia nei presidi periferici, con una frequenza che non si spiega con il solo picco di Ferragosto. Se il ricorso alla procedura per l’iperafflusso fosse davvero episodico, sarebbe agevole dimostrarlo con i numeri.
Per questo abbiamo formalizzato un’istanza di accesso agli atti alla ASL di Teramo. Abbiamo chiesto quante comunicazioni di sovraffollamento siano state trasmesse dal 1° febbraio a oggi per ciascuno dei quattro pronto soccorso, con data, orario e causale; quali misure del piano aziendale siano state attivate in ciascuna occasione; quanti pazienti siano stati accolti nelle Admission Room e nelle Discharge Room dall’inaugurazione di febbraio e a seguire per gli spoke, in particolare proprio nelle giornate di iperafflusso, e se quelle aree siano oggi operative; e quanti trasporti secondari urgenti siano partiti dal 1° gennaio dai presidi spoke verso il “Mazzini” per consulenze specialistiche non disponibili nelle varie sedi spoke. Sono dati che l’Azienda possiede e che possono essere forniti in forma aggregata e anonima, senza alcun profilo di riservatezza. Attendiamo gli ulteriori documenti e sui documenti torneremo.
«Rispondere a un’organizzazione sindacale con l’annuncio di una denuncia, per episodi avvenuti, non fornisce alcuna risposta ai cittadini né agli operatori — dichiara Stefano Matteucci, segretario regionale di UGL Salute Abruzzo —. Rappresentare le criticità organizzative del servizio sanitario è l’esercizio di una funzione costituzionalmente tutelata, e continueremo a esercitarla nelle sedi opportune, con serenità e senza alcun timore. Invitiamo inoltre la cittadinanza a raccontare le proprie disavventure e a giorni sarà fornito un numero di telefono per le segnalazioni in forma anonima a tutto campo della nostra sanità locale ».
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