Alessio ha ripreso il suo zaino con le olive ascolane e ha fatto ritorno a piazza del Popolo. Essere nato ad Ascoli, viene rifiutato da qualsiasi server aprutino anche se in fondo si è teramani fino al midollo. Alessio è naturalmente bello e il papà convinto che Teramo sia la sua Città, sia la Città della sua residenza, sia la Città dove risiedono la mamma, il papà e i fratellini, dopo aver preso un giorno di ferie, si è recato speranzoso al famigerato ufficio anagrafe del comune di Teramo. «Lasciate ogni speranza voi ch’entrate», il nono verso del Canto III di quel Dante da Firenze, fa riferimento all’iscrizione posta sulla porta dell’Inferno e Massimiliano non sapeva a cosa andasse incontro. La solita fila e poi la richiesta per una carta d’identità al figlio. «Alessio, nato a Teramo e residente ad Ascoli?» recita dall’altra parte, l’operatore tecnico dell’ufficio. «No-esclama Massimiliano-è esattamente il contrario, nato ad Ascoli Piceno e residente a Teramo». Il baratro. Il buco nero. Un cul de sac. Il terzo segreto di Fatima. Il rimpallo e rimballo. Massimiliano viene invitato dopo sua richiesta a raggiungere il funzionario che con modi gentili, non sapendo come risolvere l’arcano delle stimmate ma soprattutto, non avendo tempo da perdere, ha fatto rifare il giro al contrario al padre del bambino senza casa, a-polide senza città. La marcia indietro e la solita tiritera, l’impiegato pubblico che ha ripetuto ad un utente che paga le tasse e il suo stipendio che non aveva tempo da perdere ma poi, su insistenza ha fatto una telefonatina al comune marchjgiano.
Nessuno aveva tanto tempo da perdere ma l’impiegato della Città di Ivan Graziani, di quelle maledette malelingue è stato costretto a scrivere un mail. C’è chi ha visto il sudore scorrere per le scale e questa storia sarà ancora lunga a vedere una fine. Ci viene in mente un articolo del codice di comportamento dell’impiegato pubblico. «Il dipendente si atteggia nei rapporti di lavoro e nei confronti dell’utenza con spirito di servizio, correttezza e disponibilità, opera nella maniera più completa e accurata possibile, avendo cura di mantenere, nello stile di comunicazione, proprietà e cortesia, e di salvaguardare l’immagine dell’Amministrazione.
Nel rispetto delle disposizioni di legge e regolamentari in materia di accesso e di tutela e trattamento dei dati personali, il dipendente, nel rispondere a richieste di informazioni per via telefonica o a mezzo posta elettronica, si attiene alle seguente modalità di comportamento:- ove le stesse non vertano su proprie competenze specifiche, indirizza tempestivamente il richiedente verso l’Ufficio per le relazioni con il pubblico o la struttura competente; Se la richiesta rientra direttamente nelle proprie competenze, fornisce prontamente al soggetto direttamente interessato dal provvedimento le informazioni e i chiarimenti non coperti da segreto d’ufficio».
Poi la realtà è stata diversa come la cronaca che abbiamo registrato con tanto di testimonianze. Alessio, perdonaci e buona Città.
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L'incompetenza, regna sovrana