Immaginate.
Un bambino davanti alla televisione.
Un servizio al telegiornale sulla norma bavaglio presentata dal consigliere, ex sottosegretario, del governo D'Alfonso, Camillo D'Alessandro.
L'unica urgenza da rispettare è spegnere la tv.
Cattiva maestra televisione, scriveva Popper.
Non si può insegnare ai bambini che gli adulti presentano con coscienza, norme, emendamenti, disegni di legge, palesemente anti costituzionali.
Scriveva l'ex consigliere regionale di rifondazione comunista, Maurizio Acerbo " La dichiarazione di Luciano D'Alfonso a difesa della norma liberticida dà l'idea della psicologia del personaggio. Pensa di essere il re dell'Abruzzo ma è soltanto un Presidente.
Lui con la norma approvata con un blitz si arroga il diritto di decidere quali siano i comportamenti corretti da parte delle opposizioni e dei consiglieri e come un monarca assoluto cancellerà tutti gli emendamenti se si riterrà infastidito.
Ci sarebbe da chiamare un'ambulanza se non fosse che questo signore è davvero Presidente della Regione e ha i numeri per concretizzare i suoi propositi.
Uno che è stato oggetto di inchieste giudiziarie a non finire, da alcune delle quali è uscito come prescritto, e che guida un partito e una coalizione che hanno collezionato in Abruzzo più indagati della camorra a Napoli ha la faccia di sostenere che sta modificando il regolamento per "rieducare i comportamenti peggiori".
Ricordo D'Alfonso quando definiva "pozzanghere" le sedute del Consiglio Comunale di Pescara durante le quali gli impedimmo di regalare per quattro lire le aree degli ex-serbatoi a Di Properzio o quando mettevamo in dubbio certe procedure di gara.
Senza quelle che lui chiama "pozzanghere" non so quante porcherie sarebbero passate in Regione! E dato che di solito le porcherie, gli abusi, le ruberie vengono dalla maggioranza di turno disarmare l'opposizione significa rendere più facile usare in maniera arbitraria le istituzioni.
Non è vero che la norma inserita nel regolamento serva a evidenziare l'urgenza, si tratta di una norma che consente al Presidente di fare quello che gli pare.
Infatti altre regioni hanno una norma per l'urgenza ma nessuna ha una norma come quella che poteva venire in mente solo a un Luciano D'Alfonso".
L'opposizione in Consiglio regionale si è desta e ha preprato un documento per impugnare la norma liberticida.
Il Primo firmatario è il consigliere regionale di Forza Italia Paolo Gatti, ex assessore regionale anche alla Formazione e Lavoro, stessa delega del buon Gerosolimo con il quale faceva acquisti nel mercato del sabato teramano.
D'Alfonso sarà contento.
La confususione aiuta a governare.
L'Opposizione, si legge, chiede al Presidente del Consiglio di dichiarare inammissibile il subemendamento del consigliere D'Alessandro, in caso contrario, verrà formulata una richiesta di sfiducia al presidente del consiglio e si ricorrerà al Collegio per le garanzie statutarie.
Scrivono in un duro comunicato " Ostruzionismo - concludono - che non cesserà fino a quando non sarà ritirato il vergognoso sub emendamento. Qualora si dovesse arrivare alla approvazione di questa iattura, inizierà una battaglia campale su tutti i fronti. Se Forza Italia è stata in questi mesi una componente di opposizione dura ma propositiva e costruttiva, è chiaro che da oggi porteremo avanti un'opposizione totale senza sconti".
Le vie legali sono aperte.
Il solito pastrocchio di legalità alla D'Alfonso.
Uno stile.
Commenta
Commenti