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Provincia : Storia e foto di un ufficio senza privacy...

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Ci arrendiamo perchè siamo circondati.
Entri in Provincia a Teramo.
Area B.
Difesa suolo.
Genio Civile.
Non ci sono abbastanza tecnici ma tanto da mesi e ripetiamo da mesi, tutto dovrebbe traslocare alle competenze regionali.
Manca un responsabile  sul campo ma tanto da mesi e ripetiamo da mesi, tutto dovrebbe traslocare alle competenze regionali.
Quattro dipendenti di cui c'è chi vagola di mansioni ma tanto da mesi e ripetiamo da mesi, tutto dovrebbe traslocare alle competenze regionali.


Evidenti difficoltà
per gli utenti ad avere un contatto telefonico ma tanto da mesi e ripetiamo da mesi, tutto dovrebbe traslocare alle competenze regionali.
Sorteggi mensili eseguiti da un funzionario e alcuni sopralluoghi effettuati senza l'ausilio delle pratiche,  ma tanto da mesi e ripetiamo da mesi, tutto dovrebbe traslocare alle competenze regionali.
Si potrebbe continuare a descrivere un mondo amministrativo che non dovrebbe esistere.
Poi, si entra e si assiste al peggio dell'immaginazione.
Pratiche ovunque a far da arredo agli uffici.
Stanze.
Sui tavoli a far di mucchio, montagne, valichi.
Utenti che rovistano alla ricerca della propria istruttoria, violando la privacy di decine e centinaia di fascicoli.
Marche da bollo a portata di mano.
Una consuetudine.
Mancanza di rintracciabilità delle pratiche stesse e tutto il resto è un ufficio a metà strada tra la Provincia e la Regione, in comune all'Italia maniera. 


 

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