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Covid: Il Controsenso dei protocolli di sorveglianza dell'asl di Teramo...

di Giancarlo Falconi
3 minuti


Gentile Asl di Teramo,
sono la mamma di un bambino di dicei anni che, come molti suoi coetanei, ha la passione per il calcio e sfortunatamente da molti mesi si trova a dover fare i conti con le restrizioni della pandemia.
Frequentando la scuola si è trovato, nel giro di una settimana, a doversi sottoporre a diversi tamponi a seguito di tracciamenti ASL per casi di contatti con due positivi al pre scuola, risolti fortunatamente con esito negativo.

A seguito di un allenamento di 60 minuti tenutosi all’aperto, senza uso di spogliatoi, nè docce, né mezzo di trasporto comune (pullmino) in cui era presente un bambino positivo, ovviamente tutti i presenti all’allenamento, sono stati sottoposti a sorveglianza da parte dell’ASL e disposti in quarantena domiciliare per 15 giorni con la prescrizione di 2 tamponi a distanza di 5 giorni.

Mi domando come sia possibile che, in caso di contatto con un positivo a scuola, il protocollo ASL preveda il rientro a scuola ad esito negativo del T0 (dopo circa 3 giorni), mentre se il contatto riguarda la scuola calcio, il protocollo prevede la quarantena domicilare per 15 giorni anche con T0 negativo.
Ad esito negativo del T0 mi è arrivato il fatidico messaggino con il Green Pass con la validità di 72 ore dalla data del prelievo…ma non è servito a nulla…poiché a scuola non è comunque potuto rientrare.

Dopo circa 10 telefonate rivolte, prima al pediatra di base, poi alla scuola calcio e poi a svariati uffici preposti dell’ASL, senza avere una risposta chiara ed esaustiva, mi è stato detto che “…il protocollo delle scuole calcio è più restrittivo rispetto a quello scolastico, in quanto si tratta di uno sport di contatto…”
Mi domando: cosa significa “contatto”?
contatto s. m. [dal lat. contactus -us, der. di contingĕre "toccare"]. - 1. [il toccare, il toccarsi di due cose o persone] ≈ accostamento, aderenza, unione. ‖ adiacenza, contiguità, vicinanza.

Fare allenamento di calcio all’aperto, senza mascherina, è considerato “contatto stretto”… invece frequentare per 8 ore una classe al chiuso, con mascherina, toglierla ovviamente per 15 minuti per mangiare a ricreazione e per 60 minuti circa per il pranzo nella mensa scolastica… no, quello non è definito “contatto stretto” e pertanto dopo 3 giorni si può rientrare a scuola.

Invece un bambino che ha avuto la sfortuna di “beccarsi” il contatto a scuola CALCIO deve stare a casa 15 giorni senza neppure frequentare la scuola, che oltre ad essere un dovere è anche un diritto.
Attendo una risposta esaustiva fondata su un sillogismo più che sul “pressapochismo”!!!
Ma attenzione, non è finita qui…poiché, nonostante il bambino sia rimasto a casa e frequentato a distanza, in DDI la scuola, si è trovato nuovamente sottoposto ad una ulteriore sorveglianza da parte dell’ASL per un caso positivo di un operatore della sua classe della scuola primaria.
Ma non essendo presente in classe come è possibile che sia stato sottoposto a sorveglianza?
Ma allora il registro delle presenze scolastiche non ha alcun valore?
Senza fare polemiche sterili, invito i dirigenti Asl preposti alla stesura dei protocolli di sorveglianza e quelli preposti al tracciamento di fare, magari, più attenzione…perché anche i bambini hanno diritto di lamentarsi!

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Commenti

Sport da Contatto
Un piccolo calciatore infetto che abbraccia i compagni accaldati & esultanti per un gol fatto .......può creare un focolaio di grandi dimensioni !
E io tra di voi
Aznavour

Siamo anche noi della scuola calcio ed anche la mia bambina e' in quarantena da lunedi scorso..niente scuola niente recita di Natale ..niente di niente ..oviamente tanoone negativo ..ma poi mi chiedo perche' un genitore in attesa di esito di tampone abbia mandato il ciglio a svuola calcio provocando un putiferio ....senso di responsabilità sottoterra sommato a protocolli insensati e contraddittori...il risultato e' sulla pelle dei nistri loveri bambini ...siamo in mano alla dea della superficialità 🥴

Mah, se i dirigenti Asl riescono a comprendere le giuste rimostranze di questa mamma, è già un successo, ma lo dubito.

Perché tirare in causa la ASL? Chieda al CTS es al ministro "speranza"

Sono protocolli nazionali..