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Elisoccorso Abruzzo, Matteucci-UGL Salute: «Servizio garantito, ma restano nodi su mezzi, piazzole ed esternalizzazioni»

di Giancarlo Falconi
4 minuti

Il servizio di elisoccorso abruzzese non si è fermato, ma la fase di emergenza amministrativa attraversata nelle ultime settimane lascia sul tavolo una serie di questioni che, secondo la UGL Salute Abruzzo, non possono più essere rinviate.
 

Il sindacato prende atto della ricostruzione fornita dal Dipartimento Sanità sulla vicenda delle due procedure di gara andate deserte e sul nuovo affidamento ponte triennale, riconoscendo il lavoro svolto per garantire la continuità del soccorso.
«Apprezziamo la chiarezza con cui il direttore Camillo Odio ha ricostruito l’iter amministrativo e ha confermato che il soccorso ai cittadini non si è mai interrotto», afferma Stefano Matteucci, segretario regionale della UGL Salute Abruzzo.
 

Il ringraziamento viene rivolto anche al personale delle centrali operative 118, ai medici, agli infermieri, ai tecnici e agli equipaggi dei Vigili del Fuoco e della Guardia di Finanza che hanno contribuito a sostenere il sistema durante una fase particolarmente complessa.
La UGL, però, chiede ora di conoscere nel dettaglio caratteristiche e configurazione degli elicotteri destinati alle basi dell’Aquila e di Pescara, le dotazioni sanitarie di bordo, la presenza del verricello e il costo complessivo del servizio.
 

Un punto viene considerato imprescindibile: la formazione del personale.
Secondo Matteucci, medici e infermieri del 118 destinati a operare sui nuovi aeromobili dovranno avere completato formazione e abilitazioni prima di entrare in servizio.
«Sulla sicurezza degli operatori e dei pazienti non esistono scorciatoie», sottolinea il segretario regionale.
Nel dibattito entra anche il possibile coinvolgimento dei Corpi dello Stato. La UGL precisa che non si propone di trasferire ai Vigili del Fuoco la competenza sanitaria, ma di valutare forme di soccorso pubblico integrato nelle quali la componente sanitaria regionale possa utilizzare, attraverso specifici accordi, anche mezzi aerei statali.
 

Il sindacato richiama il modello già applicato in Liguria e propone di approfondire possibili collaborazioni anche con Guardia di Finanza, Polizia di Stato e Guardia Costiera.
L'obiettivo sarebbe quello di affiancare, e non sostituire, l'elisoccorso sanitario regionale, riducendo la dipendenza da un mercato nel quale vengono segnalate difficoltà nella disponibilità di aeromobili e piloti.
Tra le questioni più delicate resta quella dell'elisuperficie dell'ospedale di Pescara.
 

La piazzola, riaperta nel maggio 2025 dopo otto anni, risulta certificata per elicotteri fino a cinque tonnellate. Un limite che, secondo la UGL, impedirebbe l'utilizzo diretto da parte di alcuni mezzi più pesanti, compresi gli AW139 impiegati in particolari configurazioni operative.
La conseguenza evidenziata dal sindacato sarebbe paradossale: proprio alcuni degli elicotteri utilizzabili negli scenari più complessi potrebbero non essere in grado di atterrare direttamente accanto all'ospedale hub regionale, rendendo necessario un ulteriore trasferimento in ambulanza.
 

Matteucci porta come termine di paragone Teramo.
«L'elisuperficie dell'ospedale Mazzini consente l'atterraggio degli elicotteri dei Vigili del Fuoco. Se è stato possibile a Teramo, perché non a Pescara?», domanda il segretario regionale.
La richiesta alla Regione è quella di chiarire quali mezzi possano utilizzare oggi la piazzola pescarese e di programmare gli eventuali interventi strutturali e certificativi necessari.
Sul fondo resta un'altra questione sollevata dalla UGL: il progressivo ricorso a soggetti esterni nella gestione del sistema dell'emergenza-urgenza.
 

Il sindacato cita l'affidamento dell'elisoccorso e alcune postazioni territoriali gestite attraverso convenzioni con organizzazioni esterne, chiedendo una maggiore presenza diretta del servizio pubblico.
 

«Se la Regione rivendica la solidità del sistema abruzzese dell'emergenza, allora investa su mezzi e personale propri del 118 e sulle infrastrutture pubbliche», sostiene Matteucci.
La UGL Salute Abruzzo chiede quindi l'apertura di un tavolo tra Regione, Dipartimento dei Vigili del Fuoco, Asl, responsabili delle basi HEMS e organizzazioni sindacali, sia per seguire l'affidamento in partenza sia per costruire la futura gara pluriennale.
Il punto, per il sindacato, non è mettere in discussione un sistema che continua a garantire il soccorso, ma evitare che ogni nuova emergenza amministrativa venga affrontata soltanto quando è ormai esplosa.
«Il sistema abruzzese dell'emergenza è solido e lo dimostra ogni giorno grazie al personale. Proprio per questo merita di essere programmato, non rincorso».

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