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Si della Corte Costituzionale al referendum-Trivelle. Nove regioni. L'Abruzzo si tira indietro...

di Giancarlo Falconi
3 minuti

Vi propongo il pezzo dell'agenzia ansa sull'ammissibilità referendaria della Corte Costituzionale nei riguardi del referendum sulle trivelle.
Dieci regioni, scusate, nove, L'Abruzzo, il nostro Abruzzo si è tirato indietro.
Imbarazzo e vergogna.

"La Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibile il referendum sulle trivelle: il quesito riguarda la durata delle autorizzazioni a esplorazioni e trivellazioni dei giacimenti già rilasciate. A proporlo sono nove Consigli regionali. Questo stesso quesito era già stato dichiarato ammissibile dalla Cassazione.
La battaglia che, dopo il dietrofront dell'Abruzzo, vede schierate 9 Regioni e idealmente i comitati No-Triv, investe le disposizioni sulle attività di ricerca e sfruttamento degli idrocarburi in mare. In origine i referendum erano 6 e il 27 novembre la Cassazione diede il via libera. Un fuoco di fila di fronte al quale il governo è intervenuto con una serie di modifiche nella legge di Stabilità, stabilendo anche il divieto di trivellazioni entro le 12 miglia marine. La Cassazione è tornata quindi a pronunciarsi l'8 gennaio e, alla luce della legge di Stabilità, ha chiuso i giochi per 5 quesiti. Ma un referendum, centrale, è sopravvissuto:quello sulla durata dei titoli per sfruttare i giacimenti lì dove le autorizzazioni siano già state rilasciate. Un termine che la norma collega alla "durata della vita utile del giacimento". 
"Il presidente" Renzi "dev'essere contento perché quando il popolo irrompe sulla scena della democrazia, chi è iscritto al Partito democratico dev'essere contento per definizione". Così il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, commentando con i giornalisti la decisione della Consulta sul referendum anti trivelle. "La campagna referendaria contro le trivelle", ha aggiunto, "comincia subito". 
Green Italia, bene la Consulta - La Consulta ha dato la parola ai cittadini e il governo ora non intervenga per "far saltare" il referendum. E' quanto affermano in una nota i portavoce di Green Italia Annalisa Corrado e Oliviero Alotto. "Saranno i cittadini - sottolinea Green Italia - a decidere se vorranno che si trivelli di fronte alle spiagge che vivono di turismo, se valga la pena mettere a repentaglio territori e ecosistemi in cambio di una ricaduta occupazionale minima e a tempo determinato, e se vorranno dire si piuttosto ad un'altra idea di politica energetica, quella basata sull'uso delle energie rinnovabili, che già oggi forniscono oltre il 40% dell'elettricità totale generata nel Paese, e del miglioramento dell'efficienza energetica". "I cittadini con il referendum abrogativo potranno lanciare un segnale chiaro al Governo, dunque - continuano gli esponenti ecologisti - vogliamo credere che le voci di un ulteriore intervento al fine di far saltare la consultazione referendaria siano destituite di ogni fondamento".

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Commenti

In tutta franchezza lo possiamo dire, la Regione Abruzzo ha fatto una figuraccia, posso immaginare le ragioni del Presidente che lo hanno indotto a fare quella scelta, ma grave è che un partito come il Pd accetti supinamente le decisioni molto discutibili del capo, deboli e insignificanti le prese di posizioni delle opposizioni. Una decisione presa all'unanimità dall'intero consiglio Regionale non la si può buttare in mare come se nulla fosse.