L’elisoccorso abruzzese entra ufficialmente in una fase transitoria. Non una soluzione definitiva, ma un sistema costruito per impedire che uno dei servizi più delicati dell’emergenza-urgenza regionale possa fermarsi anche soltanto per poche ore.
A certificarlo è una comunicazione del Dipartimento Sanità della Regione Abruzzo indirizzata ai vertici delle Asl, ai responsabili del 118, delle basi HEMS, del NUE 112 e del Soccorso Alpino. Il documento parla apertamente delle criticità legate alle procedure di gara per l’affidamento del servizio regionale di elisoccorso, concluse senza la presentazione di offerte. Una situazione che, secondo la stessa Regione, avrebbe potuto produrre un serio pregiudizio per il sistema dell’emergenza regionale.
Per evitare qualsiasi interruzione, il Dipartimento sottolinea di aver avviato una serie di interventi in raccordo con le istituzioni e con gli enti coinvolti. Tra le strade percorse figurano procedure di convenzionamento con il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, la Guardia di Finanza e forme di cooperazione con altre Regioni, tra cui Marche, Umbria e Lazio. Parallelamente è stato chiesto ad Areacom di individuare operatori disponibili attraverso procedure compatibili con una situazione di urgenza.
Da questo quadro nasce un calendario operativo provvisorio che vede alternarsi più soggetti.
Per la centrale operativa di Pescara dal 19 settembre, e fino a nuova comunicazione, è previsto l’intervento di Elitaliana.
Per la centrale operativa dell’Aquila, dal 17 al 23 settembre il servizio viene garantito da Avincis.
La stessa Regione precisa che il calendario potrà essere modificato e migliorato, segno evidente di una fase ancora in evoluzione e della necessità di trovare una soluzione strutturale dopo le difficoltà incontrate nelle procedure di affidamento.
Resta quindi aperta la questione principale: quale sarà il modello definitivo dell’elisoccorso abruzzese? La priorità immediata è stata quella di scongiurare lo stop del servizio. Superata l’emergenza, però, serviranno risposte chiare su organizzazione, mezzi, equipaggi, costi e capacità di garantire contemporaneamente e stabilmente le basi regionali.
Perché nell’elisoccorso i giorni di proroga e le soluzioni ponte possono evitare un vuoto operativo, ma non possono diventare la normalità.
Comunicato Stampa Conapo.
ELISOCCORSO IN ABRUZZO, IL CONAPO: “ORA È IL MOMENTO DI RENDERE STRUTTURALE IL SERVIZIO DEI VIGILI DEL FUOCO”
Nazzaro e D’Annibale: “Lo chiediamo da oltre dieci anni. La fase di transizione può diventare l’occasione per una scelta definitiva a favore del soccorso pubblico”
L’AQUILA - La situazione venutasi a creare in questi giorni intorno al servizio di elisoccorso sanitario regionale rappresenta, secondo il CONAPO Abruzzo, sindacato dei Vigili del Fuoco, un’occasione che la Regione Abruzzo non dovrebbe lasciarsi sfuggire.
Dopo la scadenza dell'affidamento precedente e le due procedure di gara andate deserte, la Regione ha dovuto riorganizzare temporaneamente il servizio ricorrendo anche alla disponibilità dei Vigili del Fuoco, della Guardia di Finanza e delle Regioni limitrofe, per assicurare la continuità dell'emergenza-urgenza nelle basi dell'Aquila e di Pescara.
«È proprio questo il momento nel quale occorre avere il coraggio di guardare oltre la semplice soluzione ponte», dichiarano Massimiliano Nazzaro, Segretario regionale CONAPO Abruzzo, ed Elio D'Annibale, componente della Segreteria Generale CONAPO. «La fase di vacatio determinata dalla scadenza dell'attuale affidamento offre alla Regione l'opportunità di affrontare finalmente una questione che il CONAPO pone da oltre dieci anni: la possibilità di affidare strutturalmente al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, attraverso una specifica convenzione con la Regione, il servizio di elisoccorso integrato tecnico-sanitario».
Non si tratta di un'idea nuova né di una proposta nata dall'attuale situazione emergenziale. Già nel 2014, il CONAPO Abruzzo aveva chiesto alla Regione di valutare la possibilità di realizzare un servizio di elisoccorso tecnico-sanitario attraverso il Reparto Volo dei Vigili del Fuoco di Pescara, evidenziando le potenzialità derivanti dall'integrazione tra la componente sanitaria del 118 e quella tecnica e di soccorso dei Vigili del Fuoco. Il CONAPO richiamava inoltre la possibilità, prevista dalla normativa nazionale, di stipulare accordi tra Corpo e Regioni per il soccorso pubblico integrato mediante la componente aerea dei Vigili del Fuoco.
«Sono passati più di dieci anni – sottolineano Nazzaro e D'Annibale – e oggi ci troviamo davanti alla dimostrazione concreta che una collaborazione tra il sistema sanitario e il Corpo dei Vigili del Fuoco è possibile. Perché allora limitarsi a considerarla una soluzione emergenziale e temporanea? Perché non trasformarla in una scelta strutturale?».
Il modello proposto dal CONAPO non consiste semplicemente nel mettere a disposizione un elicottero in caso di necessità. L'idea è quella di realizzare un vero sistema integrato di soccorso tecnico-sanitario, nel quale alle competenze sanitarie del 118 si affianchino quelle dei Vigili del Fuoco, particolarmente preziose negli scenari nei quali l'intervento sanitario si svolge contemporaneamente in presenza di rischi tecnici e ambientali.
«Gli incidenti stradali, gli infortuni sul lavoro, i crolli, gli incendi, le calamità e gli interventi in ambienti complessi – spiegano i rappresentanti del CONAPO – sono proprio gli scenari nei quali la presenza contemporanea di competenze sanitarie e di soccorso tecnico può rappresentare un valore aggiunto per la sicurezza dei pazienti e degli stessi soccorritori».
La normativa nazionale, del resto, prevede espressamente che il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco possa realizzare, in contesti di particolare difficoltà operativa e pericolo per l'incolumità delle persone, interventi di soccorso pubblico integrato con le Regioni attraverso la propria componente aerea, mediante appositi accordi tra il Dipartimento dei Vigili del Fuoco e le Regioni interessate.
Il CONAPO ricorda inoltre che in altre realtà regionali questa integrazione è stata già sperimentata e resa operativa, dimostrando che la strada della collaborazione strutturale tra Vigili del Fuoco e sistema sanitario non è un'ipotesi teorica.
«Oggi l'Abruzzo ha davanti una scelta», concludono Nazzaro e D'Annibale. «La Regione sta cercando una soluzione ponte dopo che le procedure di gara non hanno prodotto il risultato atteso e ha già dovuto fare ricorso, tra gli altri, alla disponibilità dei Vigili del Fuoco. Noi chiediamo di non considerare questa situazione soltanto come un'emergenza da superare, ma come l'occasione per costruire qualcosa di stabile».
«Si apra immediatamente un confronto tra Regione Abruzzo, Dipartimento dei Vigili del Fuoco e sistema sanitario regionale per verificare concretamente la possibilità di una convenzione strutturale per l'elisoccorso integrato tecnico-sanitario. Se questa soluzione è stata possibile altrove e se oggi i Vigili del Fuoco stanno contribuendo concretamente a garantire la continuità del servizio abruzzese, è arrivato il momento di capire se quella che per anni è stata una proposta del CONAPO possa finalmente diventare realtà anche in Abruzzo».
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