Basta alzare lo sguardo passando sotto alcuni dei viadotti tra via Po e Cartecchio per capire perché continuino ad arrivare segnalazioni da parte di automobilisti e residenti.
Calcestruzzo ammalorato, ferri esposti, tracce di ossidazione e punti nei quali il degrado appare evidente anche a occhio nudo. Immagini che non consentono, da sole, di stabilire la sicurezza strutturale delle opere, ma che rendono inevitabile una domanda: quali controlli sono stati effettuati e quali interventi sono previsti?
Non vogliamo sostituirci a ingegneri, tecnici e strutturisti. Proprio per questo chiediamo che siano gli enti competenti a chiarire pubblicamente la situazione.
Il primo interrogativo riguarda il copriferro. Siamo davanti a fenomeni di espulsione del calcestruzzo con esposizione delle armature in testa ai pilastri e all'intradosso delle travi?
Qual è lo stato delle staffe di contenimento?
Le staffe costituiscono elementi strutturali fondamentali per il confinamento del calcestruzzo e per la resistenza alle sollecitazioni di taglio. La presenza di ossidazione, rigonfiamenti o possibili interruzioni merita quindi una valutazione tecnica puntuale.
Anche alcune fessurazioni verticali e i distacchi visibili potrebbero richiedere approfondimenti per verificare se siano collegati all'espansione delle armature corrose.
Un altro elemento riguarda le infiltrazioni.
In più punti sono visibili segni di percolazione in prossimità degli appoggi tra trave e pilastro. Sarebbe utile sapere se siano state individuate infiltrazioni provenienti dai giunti o dall'impalcato superiore e se siano stati programmati interventi per limitarne gli effetti nel tempo.
La questione non è stabilire attraverso una fotografia se un viadotto sia sicuro oppure no. La questione è conoscere lo stato delle verifiche.
Quale Classe di Attenzione è stata attribuita a queste opere?
Quando è stata effettuata l'ultima ispezione approfondita?
Esistono relazioni tecniche recenti?
Sono state eseguite prove sul calcestruzzo e sulle armature?
Sono previsti lavori di ripristino corticale e passivazione dei ferri?
Le Linee guida per la classificazione e la gestione del rischio dei ponti prevedono attività di censimento, ispezione, valutazione e sorveglianza. Sarebbe quindi importante conoscere con precisione quale percorso sia stato seguito per queste strutture.
Nessuno vuole trasformare il degrado del calcestruzzo in un allarme automatico.
Il problema nasce quando quello che tutti possono vedere non viene accompagnato da informazioni altrettanto visibili.
Una relazione tecnica, la data dell'ultima ispezione, la Classe di Attenzione e l'eventuale cronoprogramma dei lavori sarebbero sufficienti per rispondere alle domande dei cittadini.
Fino ad allora resteranno quelle immagini: cemento deteriorato, ferro a vista e interrogativi sospesi sotto i viadotti di Teramo.
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