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Teramo, l’incubo dopo la separazione: «Ti brucio casa, distruggo tutto»

di Giancarlo Falconi
2 minuti

TERAMO – La fine della relazione non avrebbe messo fine alla paura.
Anche dopo aver lasciato la casa, un uomo residente a Teramo avrebbe continuato a cercare l’ex compagna con telefonate, messaggi vocali e richieste insistenti di incontrarla. Prima della separazione, secondo quanto ricostruito, la situazione era già precipitata tra insulti, minacce e violente esplosioni di rabbia.
«Sei una poco di buono». «Il tuo vero lavoro è prostituirti».
Sono alcune delle espressioni che l’uomo avrebbe rivolto alla donna durante le frequenti scenate di gelosia. L’avrebbe accusata di avere relazioni con i clienti del luogo di lavoro e di farsi «pagare in natura».
Una pressione psicologica che sarebbe stata accompagnata da gesti sempre più violenti.
L’uomo avrebbe preso a calci e pugni porte e muri, scagliato oggetti e danneggiato gli strumenti utilizzati professionalmente dall’ex compagna.
In una circostanza l’avrebbe immobilizzata al muro. Poi, con il viso a pochi centimetri dal suo, avrebbe iniziato a sferrare pugni contro la parete gridando: «Ti brucio casa», «brucio tutto», «ti smonto tutto».
E ancora: «Distruggo i tuoi strumenti di lavoro» e «massacro di botte tuo figlio».
Nel giugno scorso l’allontanamento dall’abitazione familiare. Ma pochi giorni dopo l’uomo sarebbe tornato in uno stato di forte alterazione dovuta all’alcol, continuando con le minacce.
Avrebbe persino telefonato agli anziani genitori della donna annunciando che avrebbe sfondato la porta, tanto da costringerla a chiamare le forze dell’ordine e a fuggire dall'abitazione.
Successivamente sarebbero iniziate le comunicazioni continue. Telefonate, messaggi vocali e testi anche ai familiari. L’uomo chiedeva di incontrare la ex compagna, sosteneva di voler recuperare i propri oggetti e soprattutto non accettava che lei avesse deciso di non rispondergli più.
Rivendicava il diritto di essere ascoltato e sosteneva di essere stato usato.
La successione degli episodi ha determinato l’intervento del Questore di Teramo, Pasquale Sorgonà, che ha disposto un ammonimento di iniziativa ai sensi dell’articolo 3 della legge 119/2013.
Il provvedimento impone al destinatario di interrompere le condotte contestate e prevede l’invito a seguire un percorso di recupero presso centri specializzati, oltre al ritiro di eventuali armi o licenze possedute.
Una misura di prevenzione utilizzata per fermare quelle condotte che, quando diventano quotidiane e sempre più aggressive, possono rappresentare il preludio a conseguenze ben più gravi.

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