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Benzina, il cartello promette un prezzo ma alla pompa ne compare un altro: nuove segnalazioni a Teramo

di Giancarlo Falconi
3 minuti
fffff

TERAMO – Basta qualche centesimo per cambiare la convenienza di un pieno. E basta ancora meno per trasformare un prezzo invitante, letto dal finestrino mentre si entra in un distributore, in una sorpresa davanti alla colonnina.
 

Continuano ad arrivare alla nostra redazione segnalazioni di automobilisti che denunciano una differenza tra il prezzo dei carburanti riportato sul grande cartellone stradale e quello successivamente indicato sulla pompa.
Abbiamo verificato alcuni dei casi che ci sono stati sottoposti e il dato merita attenzione: in quattro controlli su cinque le cifre non coincidevano.
 

Differenze apparentemente minime, magari soltanto di pochi centesimi al litro, che però possono incidere sul costo finale di un pieno. C’è poi un altro aspetto ancora più importante: l’automobilista sceglie spesso dove fermarsi proprio sulla base del prezzo che vede pubblicizzato dalla strada.
La trasparenza, quindi, non è un dettaglio.
 

Gli esercenti sono tenuti a rispettare precisi obblighi nella comunicazione dei prezzi dei carburanti e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy mette a disposizione Osservaprezzi Carburanti, il servizio attraverso il quale è possibile consultare le tariffe comunicate dagli impianti presenti sul territorio nazionale.
Anche i controlli effettuati nel settore dalla Guardia di Finanza riguardano la corrispondenza tra i prezzi pubblicizzati e quelli effettivamente applicati.
 

Sul tema è intervenuta in passato anche l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che ha acceso i riflettori su casi nei quali tra le contestazioni figurava proprio l’applicazione alla pompa di prezzi differenti da quelli pubblicizzati.
Cosa deve controllare il consumatore?
 

La prima verifica va fatta prima ancora di iniziare il rifornimento.
 

È opportuno confrontare il prezzo riportato sul cartellone con quello visualizzato direttamente sull’erogatore, prestando particolare attenzione alla differenza tra self service e servito, che può legittimamente comportare tariffe differenti.
 

Se le cifre non coincidono e non esiste una spiegazione evidente, è consigliabile documentare tutto: fotografare il cartellone, fotografare il display della pompa e conservare lo scontrino del rifornimento.
 

Il passo successivo è chiedere chiarimenti al gestore.
È possibile inoltre confrontare il prezzo applicato con quello comunicato dall’impianto attraverso il portale Osservaprezzi Carburanti del Mimit.
 

Quando la discrepanza non è riconducibile alle diverse modalità di servizio o a condizioni chiaramente indicate nell’offerta, il cittadino può rivolgersi alle associazioni dei consumatori e agli organi competenti. Il Ministero mette inoltre a disposizione il servizio “Segnala Prezzi” per comunicare situazioni ritenute anomale.
 

La regola pratica, alla fine, è semplicissima: non fermarsi al numero scritto sul cartellone.
Prima di premere il pulsante del self o sollevare la pistola dell’erogatore, date un’altra occhiata al display della pompa. Quei pochi secondi possono evitare contestazioni successive e, soprattutto, permettono di sapere con certezza quale prezzo state realmente pagando.
 

Perché il problema non sono soltanto i centesimi in più. È il diritto di ogni automobilista a conoscere il costo reale prima di fare rifornimento.

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