Salta al contenuto principale

Il Dono

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Silvio era malato di leucemia. Una forma molto rara. Posso raccontare i tanti e lunghi viaggi tra Teramo, Pescara e il Bambino Gesù. In uno dei tanti ricoveri, ha conosciuto una bambina di nome
Federica che era affetta da una patologia
polmonare in via di guarigione. Si pensava dalle lesioni a un cancro ma tutto poi è rientrato in maniera veloce. Per fortuna. I loro incontri fino a quando Silvio riusciva a raggiungere il corridoio con la sua mascherina e opportune difese, era l’angolo dalla pianta con le grandi foglie. Un lato sospeso di passaggio che anticipava lo spazio dei bambini. Lì potevano chiacchierare con dei lunghi silenzi e lei salutava Silvio con una piccola carezza sul volto dimezzato dalla protesi in plastica. Un
cavaliere e tante parole.

Silvio raccontava che appena guarito con il padre sarebbe andato a giocare a calcio in
spiaggia e poi a mangiare i bomboletti. Lui amava le lumache di mare perché ci voleva tempo a mangiarle e poteva stare di più con il padre. Eravamo separati da un po’ di mesi. Succede. Una malattia puo’ unire o dividere. Fortificare o rendere una coppia più debole.
Lui non ha retto e ci ha lasciati soli. Ora
sta tornando. Ognuno ha i suoi modi. Silvio e il suo bomboletto. L’ultimo e poi a piangere verso il padre. Silvio è morto dopo poche settimane. In mano il libro di filastrocche regalate da Federica.

Gianni Rodari. Silvio mi fece comprare
un pupazzo, un piccolo orso. Non so come trovare Federica. Ho un orso per lei e un bacio da Silvia. Grazie.

Commenta

CAPTCHA

Commenti

Sincere condoglianze... purtroppo la vita è così!!