Ci sono professionisti che attraversano una città lasciando dietro di sé molto più di pratiche, documenti e anni di attività. Lasciano relazioni, fiducia, gratitudine. Sabatino Di Paolo apparteneva a questa categoria.
Teramo piange la scomparsa di Sabatino Di Paolo, 86 anni, consulente del lavoro che per 55 anni ha accompagnato generazioni di lavoratori, imprenditori e famiglie, diventando nel tempo un punto di riferimento per tante persone.
La sua lunga esperienza professionale era iniziata nel 1962, in un’Italia profondamente diversa da quella di oggi, attraversata da trasformazioni economiche e sociali che avrebbero cambiato anche il mondo del lavoro. Sabatino ne seguì l'evoluzione fino al 2017, mantenendo però intatto un principio: dietro ogni pratica c'era una persona, con una storia, una difficoltà o un diritto da difendere.
Nel suo studio arrivavano imprenditori alle prese con problemi aziendali, lavoratori in cerca di risposte, famiglie che avevano bisogno di orientarsi tra norme e adempimenti. Per tutti c'erano attenzione, disponibilità e rispetto.
Una sensibilità particolare Sabatino la riservava a chi aveva meno possibilità di farsi ascoltare. Alle persone più fragili dedicava tempo, cercando di comprendere fino in fondo i problemi prima ancora di trovare una soluzione. Era il suo modo di intendere la professione: competenza, certamente, ma anche servizio verso gli altri.
Nel novembre del 2017, dopo 55 anni di attività, arrivò uno dei riconoscimenti più importanti della sua carriera: quello di consulente del lavoro più anziano d'Italia. A premiarlo fu Marina Calderone, allora presidente del Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro e oggi ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Un riconoscimento prestigioso che, tuttavia, non modificò il suo carattere. Sabatino rimase una persona concreta, riservata, legata al senso del dovere e a valori antichi come il rispetto e la parola data.
Al centro della sua esistenza, prima ancora della professione, c'era però la famiglia. La moglie Giuliana, i figli Gabriella e Mauro, il genero Marcello e i nipoti Daniele con Elisa, Federica e Silvia rappresentavano il suo universo più intimo.
Proprio ai nipoti era legato da un affetto profondissimo. Ne seguiva il percorso con orgoglio e negli ultimi anni erano diventati per lui una fonte continua di gioia, quella parte della vita capace di restituire leggerezza dopo decenni trascorsi tra responsabilità e lavoro.
Oggi restano i ricordi di chi lo ha incontrato e conosciuto. Restano i consigli, le soluzioni trovate, le persone accompagnate nei momenti di difficoltà. Ma resta soprattutto il modo con cui Sabatino Di Paolo ha scelto di svolgere il proprio mestiere per oltre mezzo secolo.
Non soltanto come professionista, ma come uomo capace di ascoltare.
L'eredità più importante?
Non il riconoscimento ricevuto al termine della carriera, ma la stima costruita giorno dopo giorno, lontano dai riflettori, attraverso il rapporto con le persone.
La moglie Giuliana, i figli Gabriella e Mauro, il genero Marcello, i nipoti Daniele con Elisa, Federica e Silvia, insieme ai parenti e agli amici, ne hanno annunciato la scomparsa.
La camera ardente è allestita presso la Casa Funeraria “L’Oltre”, in via Giovanni Fabbri, nella zona industriale di Sant’Atto.
I funerali saranno celebrati sabato 19 settembre alle ore 15.30 nella chiesa di San Berardo.
Teramo saluta così Sabatino Di Paolo. Un professionista di altri tempi, nel significato più bello dell'espressione: preparato, serio, disponibile. Ma soprattutto una persona che per 55 anni ha saputo ricordare, ogni giorno, che dietro il lavoro vengono sempre gli esseri umani.
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