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Teramo al buio, sicurezza solo a parole: piazza Martiri e Corso San Giorgio senza luce

di Giancarlo Falconi
2 minuti

A cosa servono i tavoli sulla sicurezza, le riunioni tra istituzioni, gli appelli alla prevenzione e alla sicurezza percepita se poi, nel cuore di Teramo, non si riesce a garantire neppure una cosa elementare come l’illuminazione pubblica?
La domanda torna con forza davanti alle segnalazioni che riguardano piazza Martiri e Corso San Giorgio, due dei luoghi più centrali e frequentati della città. Zone che dovrebbero rappresentare il biglietto da visita del capoluogo e che, invece, nelle ore serali possono ritrovarsi alle prese con tratti scarsamente illuminati o completamente al buio.
Il problema non è soltanto estetico. La luce pubblica è uno degli strumenti più semplici e immediati di prevenzione: rende più visibili le strade, aumenta la percezione di sicurezza, facilita il controllo del territorio e consente a cittadini, commercianti e famiglie di vivere gli spazi urbani con maggiore serenità.
Per questo appare inevitabile una domanda: quale efficacia possono avere i continui confronti istituzionali sulla sicurezza se poi gli interventi più elementari sul territorio restano irrisolti?
La questione chiama in causa direttamente chi ha competenza sulla manutenzione e sulla gestione dell’illuminazione pubblica. Più che di annunci, servono tempi certi, responsabilità chiare e interventi verificabili.
In una fase in cui il tema della sicurezza urbana è tornato con forza al centro del dibattito cittadino, lasciare al buio piazza Martiri o Corso San Giorgio rischia di trasmettere un messaggio opposto rispetto a quello annunciato nei tavoli istituzionali.
Ed è proprio qui che la questione diventa anche politica: i cittadini hanno il diritto di chiedere se chi dovrebbe rappresentare e tutelare l’interesse pubblico stia esercitando fino in fondo il proprio ruolo, con il peso e l’attenzione necessari per ottenere risposte rapide.
Perché la sicurezza non si misura soltanto nelle riunioni, nei comunicati o nelle fotografie istituzionali. Si misura anche con un lampione acceso, una strada visibile e una piazza che, la sera, non venga lasciata al buio.
 

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