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Rubano la bici ricordo della nonna. Restituita in serata...

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Una bicicletta. Due ruote, una catena, il colore rosso, un manubrio con un fazzoletto di giallo vestito; sua nonna amava il giallo perché gli ricordava un campo di girasole quando andò in gita con il nonno. A quei tempi, una gita fuori porta era proprio fuori porta, dove con semplicità anche un campo di girasoli ti portava in giro per il mondo come un dipinto di Vincent van Gogh. La casa gialla. Amava raccontare il nonno dicendo che abitava in una casa gialla dove come per magia, il sole albeggiava e tramontava. Si amavano e quando nonno morì di malattia, nonna non si sarebbe più tolta il vestito a lutto.

Una volta era così per sempre, per un linguaggio universale, un esperanto fatto di sguardi e suoni che mimavano il tempo e la vita. Solo i girasoli le regalavano un sorriso e fu la sua attività da curatrice tra semi e olio di gira con il sole. Quella bicicletta come regalo al suo unico nipote e il furto a Teramo. Un appello sui social. Si raccontava di questa bici protetta e custodita in garage. Un velocipide che aveva un’anima; che aveva percorso negli anni i racconti di un amore, di un nonno, di una non- na, di un nipote, di quel sentore di fa- miglia che superava ogni ostacolo della nostalgia.

Perchè la morte può rubare il battito alla vita ma il ricordo di chi non ha avuto paura di amare, sopravvive al buio, all’assenza di luce e sa di eternità.

I soliti ignoti hanno riportato la bicicletta nel quartiere. Ritrovata da un ex edicolante e riportata a Simone. I raggi giravano riflettendo il sole, era nonna.

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