Al secondo giorno dello sciopero della fame per evitare le dimissioni del Primario del Reparto di Malattie Infettive del Mazzini di Teramo; a tutela dei pazienti presenti e futuri; nel pieno rispetto di tutto il lavoro dei pochi medici e infermieri, delle Oss e della qualità di chi si occupa della pulizia del reparto, l'intervista del Presidente dell Commissione Sanità della Regione Abruzzo, Paolo Gatti ci ha deluso umanamente e socialmente. Al di la del fatto che un Primario non viene promosso ma è vincitore di concorso; al di la del fatto che in medicina un medico non vale un altro medico e non sono intercambiabili, quella intervista non sarà dimenticata per l'assenza totale di empatia e di comprensione non nei nostri confronti ma di chi era ricoverato dalla d.ssa D'Alonzo; per chi era in cura ambulatoriale dalla d.ssa D'Alonzo, per chi era in attesa di essere ricoverato. Libero il Presidente Gatti di avere un altro pensiero ma dovrebbe essere espresso con altri toni che forse non gli appartengono ed è un peccato visto la sua prossima candidatura a sindaco di Teramo. Soprattutto quando si sbaglia il suono delle parole, esprimere le proprie scuse diventa un gesto nobile. Presto leggerete chi è stato contatto e da chi ( clamoroso) per le prossime liste civiche.
Pubblichiamo nella terza puntata della nostra rubrica, " Ditelo a Paolo" la prima delle 43 lettere aperte di ringraziamento per la D.ssa D'Alonzo.
"In questo reparto di Malattie Infettive sto affrontando la mia quinta setticemia.
Chi ci è passato sa cosa significa.
Chi non ci è passato forse non può immaginare quanto si possa avere paura.
Ma qui dentro io non sono solo una cartella clinica.
Non sono solo un accesso venoso, una terapia, un valore da monitorare.
Qui mi sento custodita.
Ogni medico che entra nella stanza entra con competenza, sì… ma anche con rispetto.
Ogni infermiere sa quando parlare e quando semplicemente restare.
Ogni OSS ha un gesto che vale più di mille parole.
Persino chi passa per pulire porta luce in una giornata che a volte sembra infinita.
Quando attraversi l’inferno per la quinta volta, capisci che la differenza non la fa solo la terapia giusta.
La fa l’umanità.
E io qui la sto ricevendo tutta.
Con delicatezza. Con professionalità. Con cuore.
Grazie a ognuno di voi.
Perché in un momento così fragile della mia vita, mi state facendo sentire al sicuro.
E quando si è così vicini al limite, sentirsi al sicuro è tutto. 🤍
Grazie speciale per ciò che stanno facendo e come lo stanno facendo a tutti voi e alla nostra meravigliosa dottoressa D' Alonzo!
Lettera firmata !"
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