Il solito giro di cronaca regionale.
Telefonate ai centralini del 112, 113,118,115,117, numeri amici in una notte che doveva essere bianca.
La neve poca o nulla.
Poi il racconto di un bimbo in vendita.
I primi giorni del mese di Dicembre.
Una donna che s'intercetta di famiglia buona, borghese, quasi della Puglia benestante, residente a Pescara, che con calma e la voce frettolosa ha cercato di regalare, un bimbo di cinque mesi.
Suo figlio.
Il quartiere di San Donato a Pescara è il teatro dell'assurdo.
Ora il bimbo è salvo grazie alla denuncia della ragazza "assunta" come cliente dalla madre senza natura.
Alla fermata del bus come un pacco postale, come la merce più scadente, come un ricordo di soffitta.
Gli uomini del 113, fermata la donna, dopo tre o quattro giorni di indagine nel quartiere, hanno affidato il bambino a una casa famiglia ma i medici, che hanno visitato la madre, non hanno ritenuto necessario il ricovero.
Si potrebbero sollevare molti dubbi sull'equilibro pschico di una mamma che tenta di disfarsi del figlio, ma la diagnosi viene ripetuta.
In questura la donna racconterebbe della doppia relazione con due uomini di origine africana e del dubbio di partenità.
In questura racconterebbe delle minacce della compagna del suo partner occasionale e della sua paura.
In questura racconterebbe la sua vita fortunata con una famiglia senza problemi economici e i suoi studi musicali.
Saranno i nonni a diramare la matassa?
Saranno loro a prendersi cura di figlia e nipote?
Tutto in una notte senza neve ma con un figlio senza madre.
Commenta
Commenti