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ASP 1, stipendi dimezzati: i sindacati contro Sanitalia, «Accordi traditi»

di Giancarlo Falconi
2 minuti

TERAMO – La vertenza ASP 1 torna ad accendersi e questa volta al centro dello scontro c’è il pagamento degli stipendi arretrati. Secondo quanto denunciato dalle segreterie territoriali di FP CGIL, FISASCAT CISL, UIL FP, UGL Salute e Nursind, la cooperativa Sanitalia avrebbe corrisposto ai propri dipendenti soltanto il 50% della retribuzione relativa al mese di luglio.
Una decisione che i sindacati definiscono «gravissima e unilaterale», soprattutto alla luce degli impegni che, riferiscono le organizzazioni, sarebbero stati assunti nei giorni scorsi anche nel corso di un’interlocuzione avvenuta alla presenza del commissario straordinario dell’ASP 1, Roberto Canzio.
L’accordo, secondo la ricostruzione sindacale, prevedeva il saldo completo della mensilità di luglio tra oggi e domani. Sanitalia avrebbe invece deciso di versare soltanto metà dello stipendio, rinviando il restante 50% alla prossima settimana e legandone il pagamento a futuri incassi da parte dell’Ente.
Una scelta che viene duramente contestata dalle sigle sindacali, anche in considerazione del fatto che altre cooperative impegnate nei servizi dell’ASP 1, come Assistenza 2000, avrebbero già provveduto al pagamento integrale della mensilità.
«Ci troviamo davanti all’ennesimo strappo alle regole», denunciano le organizzazioni, accusando Sanitalia di aver scaricato ancora una volta sui lavoratori e sulle loro famiglie le difficoltà economiche della gestione.
Per i sindacati il punto è particolarmente grave perché, questa volta, sarebbero già state trasferite risorse economiche dall’ASP 1. Da qui l’accusa alla cooperativa di non aver rispettato gli impegni presi e di non aver fornito, sempre secondo le organizzazioni dei lavoratori, motivazioni adeguate sulla decisione di corrispondere solo una parte degli stipendi.
La vertenza si inserisce in una situazione già estremamente delicata, tra ritardi nelle retribuzioni, problemi legati alla tesoreria pignorata e l’attesa di quel “piano B” annunciato dalle istituzioni e ancora, sostengono i sindacati, non concretizzato.
FP CGIL, FISASCAT CISL, UIL FP, UGL Salute e Nursind chiedono ora il pagamento immediato del restante 50% della mensilità di luglio a tutti i dipendenti coinvolti.
In assenza di un rapido passo indietro da parte della cooperativa, le organizzazioni sindacali annunciano la possibilità di mettere in campo nuove iniziative di protesta, oltre alle azioni sindacali e legali ritenute necessarie per tutelare lavoratrici e lavoratori dell’appalto.

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