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Quando Teramo avrà la terapia intensiva neonatale?

di Giancarlo Falconi
4 minuti

Per iniziare a scrivere sulla mancanza della terapia intensiva neonatale, ricordo a noi stessi il comunicato stampa del sindaco D’Alberto in omaggio al primo nato dell’anno «Questa mattina, il Sindaco Gianguido D’Alberto ha portato il saluto della città al primo nato dell’anno all’ospedale Mazzini. Accompagnato dall’Assessore Ilaria De Sanctis e dal Presidente della Farmacia Comunale  Stefano Alessiani, il primo cittadino ha fatto visita a Riccardo Di Battista, primogenito di Arianna e Mario, residenti a Petriccione di Castellalto. Al piccolo,nato il 4 gennaio alle 9:19, il Sindaco e
il Presidente della farmacia comunale, hanno lasciato due piccoli presenti. Ad accogliere le istituzioni, il personale del reparto e il Direttore del Dipartimento materno-infantile della Asl di Teramo Antonio Sisto, che ha evidenziato come il 2022 si è chiuso, al Mazzini, con 704 nascite, 4 in più rispetto al 2021, segnando un’inversione di tendenza, seppur lieve, rispetto agli anni passati, caratterizzati dal calo delle nascite. Un calo che attualmente interessa tutto il Paese.

Tra i dati illustrati dal dottor Sisto al primo cittadino anche quello relativo ai ricoveri in patologia neonatale alla nascita, che per il Direttore del Dipartimento confermano come l’ospedale Mazzini oggi risponda in maniera sempre più efficiente anche alle complessità assistenziali maggiori senza necessità di trasferimento di mamme e neonati in altre strutture. Se nel 2020 erano stati 28 su un totale di 103 ricoveri in neonatologia, nel 2021
sono stati 44 su 129 mentre nel 2022 i ricoveri in patologia neonatale alla nascita sono stati 62 su un totale di 125. “Buona vita a Riccardo – ha detto il Sindaco – che tanta gioia ha portato e porterà ai suoi genitori. La luce di questa nuova vita rappresenta un ulteriore segnale di speranza e rinascita per la nostra comunità”.presentato l’occasione, per il primo cittadino, anche sulla scorta dei dati forniti dal dottor Sisto, di ribadire l’impegno dell’Amministrazione comunale affinché Teramo ottenga la terapia intensiva neonatale, a completamento dell’offerta sanitaria del polo materno infantile.«Oggi, come emerso dal costante confronto con la Asl – ha sottolineato il primo cittadino – il nostro ospedale è in grado di affrontare sfide sempre più complesse. E, come evidenziano i dati relativi alle nascite, questo fa si che le neo mamme ripongano fiducia in questa struttura. Per questo riteniamo indispensabile, e pretendiamo che il nuovo piano della rete ospedaliera lo preveda, che il Mazzini sia dotato anche della terapia intensiva neonatale, che oggi non serve più solo per curare adeguatamente i prematuri ma anche per garantire
assistenza immediata a quei bambini nati a termine ma che presentano patologie tempo-dipendenti per i quali è necessaria la Tin» .

L’appello del sindaco D’Alberto dopo tre mesi è caduto nel vuoto. Nessuna traccia di un progetto
fondamentale per elevare il livello del presidio ospedaliero aprutino. Una mamma che nella vita svolge il ruolo di avvocato e nel ricordo del figlio che ebbe bisogno di una Tin e fu trasferito a L’Aquila ha iniziato la sua personale battaglia con una raccolta firme per poter chiedere al direttore generale dell’asl di Teramo, Maurizio Di Giosia di trovare le giuste risorse. Era il 17 Novembre del 2021 quando nella giornata del neonato prematuro, Maurizio Di Giosia aveva garantito che la Tin sarebbe stata acquistata. Quanto è importante una terapia intensiva neonatale?

«Grazie all’esperienza maturata negli ultimi 20 anni in questi speciali reparti, oggi si è arrivati a far sopravvivere neonati anche di 23-24 settimane di gestazione, che corrispondono circa alla metà della normale durata di una gravidanza, e del peso anche inferiore a 750 grammi. Tra l’altro, nei migliori centri più del 50% dei neonati estremamente prema- turi hanno una normalità di sviluppo» spiega il dottor Stefano Martinelli, direttore della Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale del Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano».

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