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Fiume Tordino sotto accusa: sospetto nuovo sversamento di liquami

di Giancarlo Falconi
2 minuti

Un’altra scia biancastra, un’altra segnalazione, un’altra indagine. Il fiume Tordino torna al centro dell’attenzione ambientale dopo l’ennesimo episodio sospetto avvenuto poche ore fa nel territorio teramano. A muoversi è stato il Vigile ecologico, v. Comm. Vincenzo Calvarese, chiamato a verificare la natura della schiuma comparsa lungo il corso d’acqua. Un fenomeno che, secondo le prime osservazioni, richiama i precedenti sversamenti di letame, spesso aggravati dal dilavamento dovuto alle piogge.
Lo sversamento di letame e liquami provenienti da aziende agricole nei fiumi rappresenta un grave reato ambientale. Le conseguenze sono note: inquinamento delle acque, eutrofizzazione e danni concreti alla biodiversità. Nella maggior parte dei casi, all’origine vi sono cattiva gestione delle concimaie, sistemi di stoccaggio non conformi o lo spandimento effettuato in periodi vietati, come quello compreso tra il 1° novembre e il 31 gennaio.
Aspetti chiave e normative
Contenimento e distanze – Il letame deve essere conservato in strutture impermeabilizzate idonee. L’eventuale accumulo temporaneo in campo è sottoposto a limiti rigorosi, con distanze minime dai corsi d’acqua di almeno 30-40 metri e divieto assoluto nelle aree di tutela ambientale.
Rischi ambientali – Il ruscellamento dei reflui zootecnici rappresenta una delle principali cause di contaminazione dei corpi idrici. Episodi simili sono stati segnalati anche in altri corsi d’acqua italiani, come i fiumi Sarca ed Esino, a conferma di una criticità diffusa.
Conseguenze legali – Gli sversamenti possono comportare sanzioni amministrative da 1.500 a 30.000 euro, ma nei casi più gravi si procede penalmente, con sequestro delle aree coinvolte e obbligo di ripristino ambientale.
Periodi di divieto – Le normative regionali stabiliscono calendari precisi che vietano lo spandimento durante il riposo vegetativo delle colture, per prevenire infiltrazioni e contaminazioni delle falde.
Resta ora da chiarire origine e responsabilità dell’ennesimo episodio sul Tordino. Saranno le verifiche tecniche e gli eventuali campionamenti a stabilire se si tratti di un nuovo caso di inquinamento agricolo o di un fenomeno diverso. Intanto, tra i residenti cresce la preoccupazione: quante altre volte il fiume dovrà cambiare colore prima che il problema venga definitivamente fermato?

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