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Al Cirsu fallito continuano a entrare i rifiuti...

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Il Cirsu è fallito.
Non è un pettegoloezzo.
Il Giudice, Giovanni Cirillo, ha nominato tre professionisti come curatori fallimentari.
Gabriele Bottini, Eda Silvestrini, Carlo Arfè.
Il Cirsu è fallito e con il fallimento decadono tutte le autorizzazioni AIA.
Chi ci spiega come sia possibile che l'attività di stoccaggio e trasferimento dei rifiuti stia continuando con assoluta serenità?
Il muro dei rifiuti con l'entrata di molti camion è diventanto storico.
Chi tutela l'ambiente?
Perchè la puzza della discarica sta diventando giorno dopo giorno da molestia olfattiva?
Cosa possono assicurare i sindaci Cirsu ai loro cittadini, dimissioni a parte?
Chi garantisce la gestione del centro di Grasciano?
Chi risponde in caso di incendio o di fuoriuscita di percolato?
Chi pagherebbe?
Se per essere titolari di un'autorizzazione integrata ambientale sono necessari inderogabili requisiti soggettivi, tra i quali quello di non trovarsi in stato di fallimento e se, quindi, le autorizzazioni del Polo Tecnologico del Cirsu, sono decadute, essendo Cirsu fallita, con quali autorizzazioni è gestito oggi il Polo e sono trattati i rifiuti al suo interno?
Gli ingressi di rifiuti, presso il Polo Tecnologico del Cirsu, con il loro accumulo al suo interno, non va a depauperare il valore dei beni di Cirsu che dovranno essere messi all'asta per soddisfare la massa di creditori?
Se si vogliono tutelare i diritti dei creditori e l'ambiente dei cittadini,  non sarebbe necessario imporre all'attuale gestore lo svuotamento dell'impianto dai rifiuti accumulati, senza possibilità di farne entrare altri?
A chi giova oggi la continuità dell'esercizio del Polo se non al privato che lo sta gestendo?
Il pubblico può favorire il privato?
Che cosa ne pensano i tre curatori fallimentari?

...dalla Repubblica indipendente di Grasciano, per ora, è tutto...


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