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Abruzzo: D'Alfonso minaccia la democrazia...

di Anonimo
3 minuti

Questa notte in Consiglio regionale Luciano D'Alfonso, con un sub-emendamento presentato dal fido Camillo D'Alessandro, sta tentando di cancellare ogni traccia di democrazia in Regione svuotando completamente il Consiglio regionale come luogo di confronto e scontro sui provvedimenti.
Con un blitz - infatti siamo di fronte a un subemendamento non a un progetto di legge - vogliono modificare il regolamento del Consiglio regionale. Se approvato diventerà praticamente impossibile fare opposizione e il Consiglio sarà completamente disarmato di fronte a un Presidente e a un esecutivo che tra l'altro, al contrario dell'ordinamento costituzionale, non hanno contrappesi di altra natura non essendoci un organismo di peso pari alla Corte Costituzionale. 
In qualsiasi momento, in commissione o in Consiglio, la Giunta potrà presentare quelli che vengono definiti "emendamenti d'urgenza" e far decadere tutti quelli precedentemente depositati dall'opposizione o dagli stessi membri della maggioranza.

                Una "riforma" del genere - che cambia radicalmente le regole del gioco - andrebbe discussa nelle commissioni e dovrebbe essere oggetto di dibattito largo nella società e nella politica regionale. Invece, sapendo che si tratta della madre di tutte le future porcherie, procedono con un blitz notturno. La destra, anche quella di provenienza missina, ha governato la Regione Abruzzo più volte ma mai gli era venuto in mente di svuotare il Consiglio Regionale con norme degne di un regime autoritario. Nell'attuale ordinamento il Presidente ha già poteri enormi e su gran parte delle materie neanche deve passare attraverso il voto del Consiglio. Evidentemente a Luciano D'Alfonso non basta. Più passa il tempo e più diventa insofferente per quelle sedute che già anni fa definiva "palude". Per la democrazia ha sempre avuto una certa idiosincrasia preferendo le folle che applaudono ai suoi monologhi sovente incomprensibili alle discussioni pubbliche in cui corre il rischio di essere contraddetto.                 D'Alfonso non fronteggia oggi un'opposizione feroce come quella che facemmo a Gianni Chiodi. Eppure la trova comunque fastidiosa. E deve attribuirsi il potere di neutralizzarla insindacabilmente in qualsiasi momento lui voglia. Non so come andrà a finire. Spero che Sel e IdV a cui ho mandato sms aggiungano la loro voce alle opposizioni che hanno ragione a opporsi e che nel PD ci sia qualcuno con un minimo di decente coscienza democratica. 
Ho mandato un sms anche al Presidente Giuseppe Di Pangrazio che dovrebbe essere garante di tutti e che rischia di passare come quello che è stato complice della fine del Consiglio regionale quale organo sovrano e autonomo in grado di mettere in minoranza anche il Presidente. Chi nel centrosinistra ha poca memoria ricordi quando mettemmo in minoranza Del Turco sul Centro oli di Ortona o le tante porcate bloccate minacciando o facendo ostruzionismo. Se passa questa sveltina saremo di fronte a un potere arbitrario e senza limiti.                                                                                                 Maurizio Acerbo

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Commenti

Se smettiamo anche di pagarvi gli stipendi, d'alfonso avrà il mio voto in eterno. Però questo articolo è un po' come dire il bue cornuto all'asino.
Come se il bue dicesse.... OPA l'italiano non è il tuo forte vero? Se vi va bene questo elemento, tenetevelo pure, ma dopo non ammorbateci con i vostri post rompipalle. Vi siete già abituati al toscanello da strapazzo e vi siete già dimenticati del " per fortuna che Silvio c'è ? Oppure siete tra coloro che si riempiono la bocca del " era meglio quando c'era Lui? Mi contentaaaa, ma vite da Y fangule.
Il progetto di D'Alfonso descritto nell'articolo è funzionale e si integra al progetto renziano, bella copia di quello berlusconiano che poco o nulla contempla nel contrasto alle mafie, alla grande evasione fiscale e alla corruzione, ma conta di accentrare il potere politico e decisionale in pochissime mani scelte da pochissime teste. Casualmente coincide con il progetto massonico P2, in buona parte già casualmente realizzato. Berlusconi ha il compito di recitare il ruolo di oppositore alla nuova prospettiva autoritaria, ma non ha fatto e non farà mancare al governo dello spaccone il sostegno necessario per approvare le contro riforme. Dopo il plotone di Alfano è in arrivo quello di Verdini e all'occorrenza anche ulteriori pattuglie di supporto. Alle prossime elezioni politiche rientreranno tutti ad Arcore e insieme a Salvini, capo popolo della ruspa, potranno tornare a vincere, con Grillo felice secondo o terzo arrivato. Con il 25 o 30% di consensi, una potente società per azioni, magari occulta, potrebbe diventare padrone dell'Italia e degli italiani, fino a quando non è certo. Se a Grillo non interessasse fare il dittatore oppure niente, sarebbe relativamente semplice evitare il peggio. Confido più nel M5S che non nelle 5 comete del "direttorio" nominato e illuminato dall'ex comico e da Casaleggio. Caro compagno Acerbo, ricordo quando Bertinotti e altri "rivoluzionari puri e duri", con la destra esultante in Parlamento, annuccò due volte il governo Prodi di cui facevano parte. Ricordo Lei giovane portavoce di quelle scelte condivise e definite "coerenti": "Non si può sostenere un governo moderato, non si capirebbe..." Il compito e il dovere di un gruppo dirigente o di un'avanguardia proletaria non dovrebbe essere quello di far capire ciò che non è semplice da vedere e decifrare, e non limitarsi a quello che sembra o alle presunte aspettative di chi ascolta? A Romano Prodi e Rosy Bindi, caduti e rottamati anche per volontà "rivoluzionaria", si sono succeduti Berlusconi, Bossi e Santanchè, Monti e la Fornero, Letta e la Carfagna, Renzi e miss Boschi. Non si intravede la fine del tunnel. Oggi Lei è molto meno convinto della bontà di quelle scelte apparentemente puriste o massimaliste? Oppure Acerbo è sempre, per i miei gusti, politicamente acerbo? A giudicare dal consenso delle urne e dalla partecipazione sempre meno partecipata, che pur qualcosa vorrà dire, non pare che siano i lavoratori, i pensionati, gli studenti e i disoccupati a non capire il Prc e la miriade di gruppi e gruppettini, sedicenti comunisti e incomunicanti fra loro, ma sembrano questi ultimi a non decifrare l'abc di una efficace politica di sinistra che non si limita alle frasi scarlatte, bensì opera e convince con l'azione concreta e con i risultati, anche piccoli, ottenuti a favore delle classi e dei ceti sociali di riferimento, anche ricorrendo a trasparenti compromessi, odiosi ma spesso vitali e necessari come le tasse. Con il rispetto e la condivisione dovuti alla Sua giusta denuncia, e al doveroso allarme per l'attacco alla democrazia portato avanti da poteri forti e da maggiordomi politici... Saluti comunisti.
Alla fine, finirà per cadere; ne ha combinate troppe e la sua arroganza lo ha fatto credere invincibile. Se si dimettesse prima di essere travolto, farebbe una bella figura. La polvere lo aspetta.
Dal "fido" (ma non è anche un nome di cane?) non me lo sarei mai aspettato. Si stanno allineando supinamente al renzismo ed al Pduismo imperante. Sinistra PD teramana dì qualche cosa. Ah, già, dimenticavo ma chi cazzo te la dà.