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Il problema dei medici a gettone. In Calabria si passa a importare i medici da Cuba. In Abruzzo ?

di Giancarlo Falconi
4 minuti

Milena Gabbanelli sul Corriere dela Sera si è occupata dei medici a gettoni, fotografando una realtà amara per il sistema pubblico italiano che era un fiore all'occhiello in Europa.
Si legge su Affari Italiani " La conferma del rischio di inadeguatezza del servizio offerto arriva da un’indagine dei Nas che dalla metà di novembre ai primi di dicembre ha svolto verifiche a campione su 1.525 medici delle cooperative in tutta Italia. Risultato: sono stati trovati dottori arruolati in ostetricia senza nessuna formazione per fare i parti cesarei, altri in Ps senza avere competenze in Medicina d’urgenza, ultra 70enni, o già dipendenti di altri ospedali che facevano di nascosto i doppi turni per la cooperativa."
Il costo?

I medici a gettone vengono chiamati dalle cooperative che avrebbero come unico criterio di selezione, l'iscrizione all'ordine.
L'Azienda sanitaria arriverebbe a pagare anche 1400 euro per un turno notturno con 1000 euro destinati al medico per 12 ore di lavoro.
Quanti sono i medici pronti a lasciare il posto fisso in ospedale per lavorare come gettonisti? Circa 4 su 10. È il risultato emerso da un sondaggio flash proposto dalla Federazione CIMO-FESMED ad un campione di 1000 medici: di questi, il 37,6% ha dichiarato di essere pronto a dimettersi da dipendente del Servizio sanitario nazionale per lavorare con una cooperativa. Percentuali che risultano maggiori tra i camici bianchi più giovani (è disposto a lavorare per le coop il 50% di chi ha meno di 35 anni ed il 45% dei dottori tra i 36 ed i 45 anni) e che comprensibilmente si riducono tra i medici più anziani, più vicini alla pensione: “solo” il 28% degli over 55 infatti preferirebbe lavorare a gettone. Interessanti anche le differenze registrate sulla base dei reparti di appartenenza: a sorpresa, i più desiderosi di fuggire verso le cooperative sono i medici che lavorano nell’area dei servizi (che rappresentano il 46% di coloro che dichiarano di voler lavorare come gettonisti), seguiti da chi lavora in emergenza (42%), dai chirurghi (40%) e, infine, dall’area medica (32%).


Come sta cercando di risolvere la carenza di medici e di eccellenze la regione Calabria?
La trasmissione Report su Rai Tre è volata in Calabria dove i
 primi 51 medici cubani sono arrivati  per lavorare negli ospedali a corto di personale. Tutte le mattine vanno all’Università di Cosenza per studiare l’italiano.

Perchè Cuba?
In un commento Social Daniel Magri spiega " 

Negli ultimi 50 anni Cuba ha sviluppato un sistema sanitario nazionale esclusivamente pubblico che garantisce, con apprezzabili risultati di salute, cure e programmi di prevenzione di buona qualità a tutta la popolazione.

Oggi a Cuba l’assistenza di primo livello è garantita da oltre 32.000 medici di famiglia. 

Ogni medico ha in carico circa 120-160 famiglie e, affiancato da un’infermiera, svolge attività di prevenzione e di cura sia ambulatorialmente che a domicilio. 

Il secondo livello di assistenza è fornito da 491 policlinici (poliambulatori o cliniche di comunità) disseminati su tutto il territorio, in cui un team multidisciplinare (geriatri, ginecologi, ostetriche di comunità, psichiatri e operatori sociali) collabora con il medico di famiglia. 

Le prestazioni ivi erogate, in regime prevalentemente di day hospital, sono di tipo diagnostico, terapeutico e riabilitativo. 

Il terzo livello di assistenza è assicurato da 222 ospedali a elevata specializzazione, alcuni dei quali di rilievo internazionale.

Nell’isola inoltre esistono circa 200 strutture residenziali per anziani.


Fatta eccezione per Abruzzo, Sicilia, Calabria, Basilicata, Alto Adige e Valle d’Aosta, in tutte le altre 15 regioni si fa ricorso ai medici a gettone. Ad affermalo si legge su Start Magazine è un’indagine condotta per La Stampa dalla Società scientifica della medicina di emergenza e urgenza (Simeu): “In Piemonte a chiamarli è il 50% dei nosocomi, in Veneto il 70%, in Liguria il 60% e in Toscana il 50%, ma in Friuli Venezia Giulia, Marche e Molise non c’è ospedale dove non siano presenti”.

In Abruzzo?
Per il momento si monitora la situazione e il problema diventa anche Universitario con il numero chiuso e quegli improbabili test d'ingresso alla facoltà di Medicina.

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Per gli errori dei medici a gettone chi risponderà ai risarcimenyi? LA asl ? La regione ? Il governi cubano o nessuno? Ai posteri la risposta.