AGI) - Roma, 16 gen. - "Oggi 16 gennaio 2023 i Carabinieri del Ros, del Gis e dei comandi territoriali della Regione Sicilia nell'ambito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Palermo hanno tratto in arresto il latitante Matteo Messina Denaro all'interno di una struttura sanitaria a Palermo dove si era recato per sottoporsi a terapie cliniche".
Lo afferma all'AGI il generale di divisione Pasquale Angelosanto, comandante dei Ros.
Video https://youtu.be/Hm1VIXFVBBM
Ansa
Figlio del vecchio capomafia di Castelvetrano (Tp) Ciccio, storico alleato dei corleonesi di Totò Riina, Matteo Messina Denaro era latitante dall'estate del 1993, quando in una lettera scritta alla fidanzata dell'epoca, Angela, dopo le stragi mafiose di Roma, Milano e Firenze, preannunciò l'inizio della sua vita da Primula Rossa. "Sentirai parlare di me - le scrisse, facendo intendere di essere a conoscenza che di lì a poco il suo nome sarebbe stato associato a gravi fatti di sangue - mi dipingeranno come un diavolo, ma sono tutte falsità". Il capomafia trapanese è stato condannato all'ergastolo per decine di omicidi, tra i quali quello del piccolo Giuseppe Di Matteo, il figlio del pentito strangolato e sciolto nell'acido dopo quasi due anni di prigionia, per le stragi del '92, costate la vita ai giudici Falcone e Borsellino, e per gli attentati del '93 a Milano, Firenze e Roma. Messina Denaro era l'ultimo boss mafioso di "prima grandezza" ancora ricercato. Per il suo arresto, negli anni, sono stati impegnati centinaia di uomini delle forze dell'ordine. Oggi la cattura, che ha messo fine alla sua fuga decennale. Una latitanza record come quella dei suoi fedeli alleati Totò Riina, sfuggito alle manette per 23 anni, e Bernando Provenzano, riuscito a evitare la galera per 38 anni.
Commenta
Commenti
Ricordo bene quel periodo...., nel 1992 ero a Palermo: Operazione Vespri Siciliani, ero in Esercito ho dato il mio modesto contributo, è la
prima volta che ne parlo a
distanza tanti anni.
Frenate l’entusiasmo. Morto un Papa…
LE PRIME NOTTI DI QUIETE
all'ombra del Gran Sasso e del 41 bis, del superlatitante (già condannato all'ergastolo)," catturato " dallo Stato con gentilezza e rispetto e, forse anche, con il nulla osta e il benestare della "CUPOLA", riveduta e corretta, di seguito all'aggravamento della grave malattia del Boss!
(personalissima e fantasiosa ricostruzione dei fatti)
E io tra di voi
Aznavour